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la Grafite

Natura, eventi, territorio

Nella chiesa di Santa Croce il presepe che ricostruisce, tassello dopo tassello, la storia del luogo

DiElena.Caligiuri

Dic 9, 2021

LANZO – Un lavoro meticoloso, certosino, ore e ore di impegno, una ricostruzione il più possibile veritiera, una grande immaginazione e quel tocco magico che rende uniche simili rappresentazioni. Il presepe di Santa Croce è tornato in tutta sua bellezza e l’8 dicembre, in una Lanzo imbiancata dalla neve, ha visto la sua prima apertura.


«Questo presepe – spiega Gigi Masci che insieme a Marco Fresia e Luciano Castagneri si sono occupati della realizzazione – nasce nel lontano 2004/2005 e dopo molteplici trasferimenti è ritornato in quella che noi, suoi costruttori, consideriamo la sede più congeniale: la chiesa di Santa Croce.

Il periodo scelto per l’ambientazione risale ai primi anni del 1800, all’inizio dell’autunno. Perché i primi anni dell’800? Perché abbiamo cercato di ricreare quello che era il circondario prima della costruzione del ponte Mosca (1823/1830), quando il piano stradale era quello che si vede in basso passando per via Roma.

Le notizie sono decisamente poche ma, con pazienza, si riesce a ricostruire la scena nei suoi punti basilari, che sono: il campanile del 1776, le due ruote del mulino, documentate in una fotografia del 1897 nel libro di Attilio Bonci
“Bialere e mulini” (n°68 delle pubblicazioni della “Società Storica delle Valli di Lanzo) il ponte in pietra, intuibile dall’arco che è possibile vedere recandosi dietro alla chiesa stessa, interrato per portare il livello stradale al piano del ponte Mosca sul fiume Tesso dando origine a Via Roma.

Sul retro della chiesa è possibile immaginare l’ultimo salto del Tesso, torrente proveniente da Coassolo, lungo il quale si contavano decine di mulini e, appunto a Santa Croce, era collocato l’ultimo di questi. Ormai il torrente è incanalato e non è più visibile ma intuibile dal percorso delle lastre di cemento che lo ricoprono.

Il Tesso prima del 1823/1830, data di costruzione del ponte, veniva guadato su di una passerella in legno; tale informazione ci viene resa in una lettera del conte Francesetti, datata 16 luglio 1820 (n°134 “Società Storica delle Valli di Lanzo”), il quale descrive un suo trasferimento da Torino a Mezzenile.
Unico errore della ricostruzione della chiesa, riguarda la facciata, che era in stile neo medievale in cotto, intonacata nel 1956; vedremo di correggere questo errore in futuro. Tutto il resto è pura intuizione, fantasia dei costruttori».

Il tempo impiegato

«Abbiamo iniziato a Marzo 2021, naturalmente è impossibile dire le ore impiegate e quelle che ancora ci vedranno impegnati, poiché il presepe attualmente è al 60% delle sue potenzialità.

La scala

Si lavora su di una scala decisamente inusuale per un presepe 1:20, scala adottata in virtù delle statuine che lo compongono e che vanno da 8-10 centimetri di altezza. Le statuine usate sono degli scultori Fontanini e Landi, che hanno delle piccole differenze proprio a riguardo dell’altezza.

Le tecniche

Sono le più disparate, a volte realizzate sul momento, basti sapere che alcune statuine non solo sono rare, ma decisamente uniche, in quanto ci si è dovuti improvvisare “chirurghi plastici” nel cambiare posizioni ad alcune di loro, tagliando braccia o gambe. Ad una in particolare è stato riservato un trattamento “certosino” tagliandole braccia, gomiti e mani, così da assumere una nuova posizione. Anche l’impalcatura con gli operai che manutengono alle lose, costruite una ad una è di una ricercatezza unica.
Inoltre, va detto che tutte le statuine sono state ridipinte, soprattutto quelle che hanno subito delle trasformazioni con le successive stuccature.

Perché statico e non meccanico

La scelta di fondo è stata una in particolare, la manutenzione, l’altro motivo la scala. Le statuine meccaniche hanno un’altezza di almeno 12 centimetri, il che avrebbe comportato la non realizzazione di questo tipo di presepe che, volendo rispettare le dimensioni della chiesa e di tutti gli altri particolari, avrebbe visto il locale ospitante decisamente inadeguato.

Il futuro

«Negli anni a venire ci prefiggiamo di arricchire il presepe con altre scene di vita ed inoltre di realizzare e restaurare il presepe di Piazza Gallenga, situato in un locale sopra la Casa dei Ceci (anticamente il Forno del Borgo), lungo le
Coste che portano alla Chiesa Parrocchiale».

Immagini di Rosa Fragapane e Giuseppe De Troia

Ma il presepe di Santa Croce, nei prossimi anni, potrebbe riservarci delle particolari sorprese. Intanto è possibile ammirarlo fino al 6 gennaio. Qui sotto gli orari di visita.

ORARI DI VISITA

MATTINO – 10 / 12
POMERIGGIO – 15 / 18

GIORNI DI APERTURA

Domenica 12 Dicembre 2021
Domenica 19 Dicembre 2021
Domenica 26 Dicembre 2021
Domenica 02 Gennaio 2022
Giovedì 06 Gennaio 2022

VISITE PER LE SCUOLE
Su prenotazione sono previste visite guidate