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la Grafite

Natura, eventi, territorio

Dal Museo dei Tatra al Museo Alpino: da Zakopane a Usseglio: INAUGURAZIONE IL 6 LUGLIO

DiElena.Caligiuri

Lug 4, 2024

USSEGLIO – Sono arrivati a Usseglio e soggiornano a Pian Benot, sono i componenti della squadra di
collaboratori del Museo dei Tatra che seguono l’allestimento della mostra Viaggio ai Tatra. Natura
e cultura: la montagna che ispira, attualmente sono quattro guidati dalla curatrice del progetto,
responsabile dei contatti internazionali Emilia Pomiankiewicz-Wagner, sta per raggiungerli anche il
direttore Michał Murzyn, a loro si aggiunge il loro consulente collaboratore Aldo Audisio.
Abbiamo chiesto a Emilia Pomiankiewicz il significato di un’iniziativa simile per il Museo polacco,
una grande struttura articolata su dodici sedi:
«Penso che sia determinante per un museo farsi conoscere anche al di fuori del proprio spazio
fisico, portare il proprio messaggio di conoscenza anche lontano. In questo modo si rendono anche
possibili contatti e scambi diretti di conoscenze, ci si confronta e si riflette su futuri indirizzi».
Quindi la vostra presenza al di fuori della Polonia non è un fatto casuale:
«No, certamente no. Noi pensiamo che un Museo debba vivere su due livelli, uno legato alla
gestione delle attività interne, alla conservazione del patrimonio e delle raccolte; l’altro con
iniziative indirizzate a chi non conosce la realtà dei Tatra e della nostra regione. In questo caso
siamo riusciti a mettere a punto il progetto grazie a uno speciale finanziamento del Ministro della
Cultura e del Patrimonio Nazionale della Repubblica di Polonia nell’ambito del programma Cultura
ispiratrice».


La mostra di Usseglio, che evidenzia quindi il ruolo del museo nel processo di documentazione del
patrimonio culturale e rimarca le tipicità della regione, sarà allestita anche in altre località?
«Il progetto è molto articolato, quest’anno era anche previsto un allestimento a Cogne, che è stato
cancellato per l’impossibilità di raggiungere la località turistica valdostana recentemente
gravemente danneggiata da una importante alluvione. Il prossimo anno ci trasferiremo in Spagna,
in Romania e in altri Paesi dove si svolgono manifestazioni legate alla valorizzazione della
montagna. Lo scorso anno, inoltre, abbiamo già toccato Sondrio con un’esposizione simile».
Un’ultima domanda prima di passare alla descrizione della mostra: perché Usseglio?
«Qui c’è la piccola ma importante realtà del Museo Alpino, con un allestimento di livello per
un’istituzione locale. Tra le location suggerite dal nostro consulente Aldo Audisio – con grande
esperienza in progetti simili – ci è sembrato un momento da vivere e condividere con il presidente
Alberto Tazzetti e la direttrice Emanuela Lavezzo, che ci hanno accolti con entusiasmo».
Buon soggiorno quindi, complimenti anche per averci risposto in un ottimo italiano, e un buon
successo per la mostra – allestita nell’antica chiesa parrocchiale parte del complesso del Museo
Alpino – che sarà visitabile da sabato 6 luglio, con inaugurazione alle ore 16.00, fino a domenica 1°
ottobre, contestualmente all’esposizione principale dedicata ai fenomeni migratori: Memoria e
accoglienza.
Natura e paesaggio montuoso, l’uomo e l’esplorazione delle terre alte, gli aspetti culturali e le
espressioni folkloriche delle popolazioni locali sono i temi trattati dall’esposizione. La
presentazione e la raccolta di fotografie d’archivio, selezionate dalle collezioni del Museo dei
Tatra, offrono una visione della natura e della cultura come modello di realtà non oppositiva, parte
di un processo di graduale compenetrazione di questi due fenomeni.
La mostra si articola in due sezioni. La prima è dedicata alla natura nella sua forma più pura e
rappresentativa. La bellezza e l’immaginabilità del paesaggio montano, l’abbondanza della
vegetazione, il clima e la variabilità delle condizioni atmosferiche e delle stagioni. La seconda
espone l’uomo che inizia a esplorare la montagna e prosegue con l’arrampicata e lo sci; entra in
comunione con l’ambiente, deliziato dalla sua bellezza onnipresente e sostanziale. Migliora le sue
abilità e combatte le sue debolezze. Da questo fatto trae gioia ed esperienze e contribuisce alla creazione di un paesaggio culturale in un ambiente sempre più antropizzato. Nascono l’edilizia, il
folklore, la cultura autoctona e l’arte, ma la montagna resta al centro, la cosa più importante.
Anche in questo sviluppo il Museo dei Tatra – istituzione che educa e sensibilizza le persone alla
bellezza della natura – occupa un ruolo di rilievo, poiché protegge, raccoglie, testimonia e
conserva.
Le fotografie selezionate, presentate nell’esposizione, sono opera di tre importanti fotografi attivi
a Zakopane: Józef Oppenheim (1887-1937), Henryk Poddębski (1890-1945) e Borys Wigiliew
(1883-1924). La loro passione per la fotografia nacque dal loro amore per la montagna e il Museo
dei Tatra raccoglie e valorizza l’eredità che hanno lasciato. Selezionate tra diverse migliaia di
immagini della collezione, datate nella prima metà del secolo scorso, sono un invito a un breve
affascinante viaggio nel passato.
L’esposizione si arricchisce anche di eventi collaterali, ecco quelli più prossimi all’inaugurazione, ne
seguiranno comunque altri:

  • 6 luglio, ore 16.00, Folklore: Gruppo musicale di Podhale. Esibizione durante l’inaugurazione della
    mostra
  • 7 luglio, ore 11.00, Pastorizia. Come creare la pecora di feltro. Laboratorio per famiglie e bambini
    (su prenotazione, numero massimo di partecipanti: 15 persone).
  • 7 luglio, ore 15.00, Montagne; Come creare una spilla dei Tatra. Laboratorio per adulti e giovani
    dai 14 anni (su prenotazione, numero massimo di: 10 persone).
  • 7 luglio, ore 17.00, Mostra: Visita guidata. In lingua italiana, accompagnati dalla curatrice.