Servizio a cura di Franca Giusti
PESSINETTO – Sono davvero in tanti ad arrivare al Santuario di Sant’ Ignazio, oggi 31 luglio, per la festa. Tanti fedeli e tanti sacerdoti e diaconi che offrono il loro servizio per la comunità. Tra loro c’è don Domenico Busso (Mathi casa del clero ndr) sacerdote a Rivoli prima poi a Casalborgone in seguito ed a settembre andrà ad aiutare don Gabriel che fa ingresso a Fiano e prende le parrocchie di Vallo, Varisella e Monastero.
C’è don Giovanni Appendino (anche lui della casa del clero di Mathi) e don Roberto Aditya
(Indonesia ndr). Il santuario di Sant’Ignazio (Pessinetto) è un Santuario Giubilare e quest’ anno ha aperto i battenti da martedì 22 luglio a mercoledì 30 per la Novena al Santo, presieduta dal padre gesuita Piero Granzino e giovedì 31 per la solenne Messa animata dal coro delle Valli di Lanzo diretto da don Claudio Pavesio, all’organo il Maestro Cavallo. Al pomeriggio, la salita al Monte Spirituale con riflessioni spirituali guidate dal rettore e le musiche dei diaconi Vincenzo Prota (violino) e Franco Scaglia (organo).
≪Grazie per essere arrivati fin qui in stile Camel Trophic -esordisce don Marco Franco, rettore del Santuario – e alla sindaca, Chiara Tirelli≫.
≪Le parole vanno custodite≫ prosegue il rettore tra il faceto ed il serio. Don Marco parla ai social media ed invita ad osservare come i titoli dei giornali utilizzano espressioni tipo “devastazione” e “violenza” con uno stile meno attento alle sfumature e che avrà conseguenze. ≪La violenza -prosegue il rettore – inizia con le parole e termina con le azioni. Le religioni sono usate come instrumentum belli≫ e, scusandosi con i manifestanti pro Gaza, passato dall’abito talare a quello di cittadino italiano, Marco Fracon dichiara di prendersi ≪la responsabilità di affermare che quello che sta accadendo in Palestina è un genocidio e come tale, Netanyahu dovrebbe essere giudicato e perseguito dal tribunale internazionale≫. Come rettore del Santuario, invece, non essendoci precise indicazioni del Vescovo, non espone il Santuario ad una presa di posizione politica.
Le parole vanno custodite e il (don) Marco lo ribadisce in chiusura dell’Omelia ricordando il motto dei Gesuiti AMDG ad maiorem Dei Gloriam e la centralità del Cristo.
Il ringraziamento del rettore è andato a tutti i presenti che sono arrivati nonostante le difficoltà imposte dai lavori dell’asfaltamento stradale, grazie agli alpini e al coro delle Valli di Lanzo, al gruppo in abiti tradizionali che che tengono viva la memoria delle delle tradizioni, ai gesuiti ed al ministero che andranno ad iniziare, alle suore e ai diaconi con le loro mogli. Ed è qui che la comunità si è stretta in un lungo applauso per poi sciogliersi tra benedizioni e foto di gruppo.
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Foto di Giacomo Pessarossi
















