TRAVES – Bilancio positivo per Ancestralia, prima edizione di Traves Folk Fest. A confermarlo i responsi dei partecipanti. ≪Tutti quelli che hanno preso parte al nostro evento – spiegano Roberto Alessandro Filippozz, ideatore e Direttore Artistico, e Sara Sartoris, vicesindaco di Traves e coordinatrice per conto del Comune – lo hanno decisamente gradito, sottolineandone la completezza, la bella atmosfera, l’attenta selezione degli espositori ed il clima disteso che ha permesso di godere di ogni momento, dagli spettacoli, alla Fiera, alla semplice convivialità. Ancor più importante, per noi, è il fatto che sia stato proprio il progetto in sé, ambizioso ed audace, ad essere apprezzato; segno inequivocabile, questo, di come il nostro sforzo nel dare all’intera manifestazione una precisa concettualità sia piaciuto ed abbia un grande potenziale.
La giornata per cui tanto abbiamo lavorato e che per tanto tempo abbiamo atteso non è iniziata nel
migliore dei modi. Anzitutto la defezione, confermata in mattinata, dell’arpista canavesana
MARTINA MERLO, per problemi di salute, in secondo luogo, le condizioni meteo non ci hanno affatto favorito: tempo nuvoloso e costante minaccia di pioggia che, senza dubbio, hanno finito per scoraggiare molti e limitare l’affluenza al nostro evento.
In ultimo, abbiamo avuto alcune defezioni dell’ultimo minuto anche per la nostra “Fiera
dell’Artigianato della Tradizione Ancestrale”, dovute interamente a problemi indipendenti dalla
nostra volontà.
Detto questo, abbiamo prontamente posto rimedio. L’arpista Martina Merlo è stata sostituita da
LIVIO, che col suono suadente del suo handpan ha accompagnato lo spettacolo di fuochi.
La Fiera è stata spostata nella pista di pattinaggio coperta,mrimanendo comunque ricca e ben assortita e permettendo agli espositori di evitare agevolmente il rischio pioggia.
Si è così potuto iniziare senza problemi alle 10, come previsto, con l’apertura della Fiera stessa e
dell’area “Il Ristoro dei Viandanti”. Sin dal mattino le due aree hanno lavorato bene, e nell’arco
della giornata quasi tutti gli espositori hanno avuto risultati soddisfacenti, tanto che parecchi fra loro
ci hanno già confermato la presenza alla prossima edizione. Dell’area ristoro, si può solo dire che è
andata decisamente bene e che ha riscontrato il gradimento di tutti. Apprezzamenti positivi anche
per il gruppo di rievocazione storica DREKAHER, mentre ha riscosso grande successo,
soprattutto presso il pubblico dei più piccoli, il gufo AIRON, col quale in molti sono stati felici di
fare il battesimo del guanto.
Nel pomeriggio la protagonista è stata DEBORA IQ BÈLLAROT, con due attività molto partecipate dal pubblico: dapprima la passeggiata esperienziale di Boscoterapia nei boschi di frazione Tese, con molti partecipanti, ed in seguito la conferenza”Celti e Boschi Sacri a Traves”, con le sedie predisposte tutte occupate≫.
La serata, dedicata all’intrattenimento di qualità, si è aperta con lo spettacolo di fuochi della bravissima e simpaticissima Silvia, in arte ALTERED_FLOW, la quale, accompagnata dall’handpan suonato da Livio, ha dato vita ad una performance molto apprezzata che ha incantato i presenti.
Il gran finale ha visto sul nostro palco il concerto “Ode ad Afrodite” degli emiliani ATARAXIA,
storica band con 35 anni di attività discografica, concerti in tutto il mondo ed album che sono pietre
miliari del folk, nazionale come internazionale. Illuminati dall’atmosfera creata dalle candele a led,
i tre hanno dato vita ad una scaletta intensa ed emozionante che ha visto presentare anche tre nuovi
brani dal prossimo album, in uscita a maggio 2026. Vittorio e Giovanni, decisamente ispirati alla
chitarra ed alle tastiere, hanno creato le condizioni ideali per l’ennesima grande prestazione vocale
dell’inossidabile Francesca, per la quale il tempo sembra non passare mai. Il trio, in splendida
forma, ha incantato i presenti per oltre un’ora e mezza con la magia della propria musica,
concedendo un bis che ha visto Silvia tornare spontaneamente davanti al palco coi suoi fuochi, per
danzare ispirata sulle note immortali degli Ataraxia, siglando un’inattesa, graditissima e molto ben
riuscita collaborazione all’insegna dell’improvvisazione coreografica, a degna conclusione di una
bellissima giornata≫.
Ora intanto si pensa già alla prossima edizione. ≪Al momento sono tante le idee su cui stiamo già lavorando, e possiamo annunciare che il primo grande correttivo riguarderà la data del festival. Quest’anno, per tutta una serie di cause di forza maggiore, siamo finiti in coda all’estate (e forse anche questo ci ha penalizzati un po’), ma vogliamo annunciare già da ora che la nostra seconda edizione si terrà ad inizio estate 2026, presumibilmente tra la fine di giugno e l’inizio di luglio: seguiteci sui profili social per restare sempre aggiornati≫.
“ANCESTRALIA” VISTA DAGLI OCCHI DEGLI ATARAXIA
≪L’esperienza a Traves, all’“ANCESTRALIA – Traves Folk Fest”, è iniziata col colore dei boschi
dai molti verdi e una sensazione di pace, tempo rallentato, serenità. Sentivamo che suonare, portare
frequenze in 432Hz che è la frequenza della terra, così vicino a boschi, rocce e monti potesse creare
una risonanza speciale. Abbiamo incontrato come prima persona Sara Sartoris che organizzava in
nome del comune di Traves, era vestita medievale, di verde, abbiamo pensato a Robin Hood, alle
feste della sua compagnia, Little John, Frate Tuck, Will Scarlet, Alan-a-Dale. Poi abbiamo
incontrato Roberto Filippozzi, il direttore artistico, sensibile amante della musica e, in quel
frangente, abbiamo conosciuto la sua lungimiranza e visione che col tempo radicheranno nella terra
senza limitare i rami dell’immaginazione.
Il palco era adornato in modo molto grazioso, ci siamo sentiti a casa e così abbiamo intonato le
nostre note, atipiche per un orecchio non abituato a sonorità che disegnano arabeschi di sogni
nell’etere, donando tutto ciò che in quel momento era in nostro potere.
Il rapporto con le persone venute al concerto è stato intimo e spontaneo, un bello scambio umano.
Lo stesso è avvenuto coi gestori dei banchetti di oggetti artigianali che ci hanno raccontato come
realizzavano le opere, abbiamo visto entusiasmo, passione, mani che radicano la magia nella
materia realizzando piccole opere d’arte. Siamo grati anche del soggiorno in una struttura ricettiva
bellissima, le cui finestre erano quadri di boschi e monti sempre diversi, e della ottima cena in un
ristorante d’altri tempi.
I rapporti umani e la cura sono stati le qualità che hanno contrassegnato maggiormente questa
esperienza.
Ringraziamo Sara, Roberto e tutti quelli che ci hanno dato una mano e hanno dato una mano al
festival a fare il primo passo nel mondo. Auguriamo ogni bene e successo per il futuro poiché sono
necessari visione, coraggio, organizzazione, senso del bello ed entusiasmo per poter fare esplorare
nuovi mondi musicali e culturali un po’ a tutti, passo dopo passo, gesto dopo gesto, nota dopo nota.
Ci auguriamo che le nostre note possano avere lasciato la loro traccia nei cuori e si siano connesse
alla natura indomita circostante. Ricordiamo con gioia anche l’encore in cui Silvia, la ragazza che
danzava col fuoco, si è espressa con grazia e forza sulle nostre note e ci ha donato un sorriso fiero e
magico.
Ricordiamo la luce delle tante candele che hanno creato un ponte tra spirito e materia.
Ad Maiora!≫.








