VIU’ – Si conferma un grande successo la rassegna Viuleta, svoltasi a Viù il 13 e 14 settembre scorso, sotto la direzione artistica del musicista e etnomusicologo Flavio Giacchero.
Ed è stato bello rivedere a Viù gli appassionati del canto spontaneo, arrivati dal Canavese e dalle valli piemontesi, dall’Olrepò, dalla Liguria e dell’Appennino tosco-emiliano.
Sei, anzi sette i gruppi partecipanti, se tra di loro vogliamo annoverare anche i bambini che, da oltre un anno e mezzo, Flavio, ma in particolar modo Marzia Rey seguono in un percorso formativo e divertente, che li porta a esplorare il repertorio in lingua franco-provenzale, ma anche filastrocche e canti tradizionali, in cui le voci si esprimono con gioia e con modulazione.
Due gruppi valligiani, le Corde locali di Viù e i cantori di Mezzenile e quattro formazioni extra-regionali: i bravissimi ragazzi della Baracchina (Emilia Romagna), tutti giovanissimi, il gruppo spontaneo di canto emiliano, che ha alle spalle anni di attività e ricerca, i cantori dell’Oltrepò pavese e i cantori delle valli bergamasche, che si sono presentati nel loro costume tradizionale.
Premio Viuleta 2025, Emilio Jona, un quasi centenario che vanta anni di lavoro nell’ambito del canto spontaneo e delle classi popolari e che, con la sua lucida introduzione alla giornata, ha affascinato l’uditorio, proponendo una riflessione capace di unire la politica alla storia all’antropologia e di allargare l’orizzonte all’intero panorama mondiale.
Alla presentazione dei cori, è seguito un bel momento aggregativo, in cui i gruppi si sono “riconosciuti” e alternati nei canti, creando l’atmosfera giusta per i momenti successivi.
Alle 21.00 ha avuto inizio la magica “via dei canti”, in cui ogni gruppo, dislocato nei locali di Viù, si è esibito in mezzo alla gente, mettendo in mostra le caratteristiche delle varie sonorità e dialogando con il pubblico, al di fuori degli schemi tipici dello spettacolo (palco, service, luci).
A mezzanotte, di nuovo tutti insieme per accomiatarsi da chi rientrava a casa e per continuare a cantare, mescolando le voci, i dialetti, le tradizioni e riconoscendosi tutti figli di quella cultura popolare che sta alla base della storia d’Italia.
Naturalmente alla Viuleta chiunque può cantare. Non per nulla vengono istituite le postazioni di canto libero, che accolgono i singoli cantori, desiderosi di ritrovare gli amici e di cantarne una in compagnia.
Piena di luce e allegria la domenica mattina, in cui I due gruppi emiliani, hanno allietato, come è nello spirito del titolo dell’eventi, residenti e turisti con un aperitivo in…canto, che ha piacevolmente animato la mattina del dì di festa.
Ora non resta che attendere i prossimi appuntamenti, già programmati per san Martino.














