CANTOIRA – Un progetto condiviso, una visione territoriale unitaria e una scelta chiara di responsabilità verso il futuro. È questo il quadro emerso dalla conferenza stampa di presentazione di “Laboratorio delle Valli – spazio di crescita per i giovani”, ospitata nella mattinata di sabato 3 gennaio dal Comune di Cantoira e promossa da dodici Amministrazioni delle Valli di Lanzo insieme a una rete articolata di partner istituzionali, culturali, sociali ed educativi.
Nel progetto sono coinvolti i Comuni di Ala di Stura, Balme, Cantoira, Ceres, Chialamberto, Groscavallo, Lemie, Mezzenile, Pessinetto, Traves, Usseglio e Viù, che hanno scelto di presentarsi come un unico territorio per costruire una progettualità condivisa rivolta ai giovani tra i 15 e i 34 anni. L’iniziativa è sostenuta dalla Regione Piemonte, con un finanziamento di circa 40mila euro e un valore complessivo che supera i 50mila euro, e nasce con l’obiettivo di superare interventi episodici, puntando su percorsi strutturati, diffusi e capaci di generare ricadute durature sulle comunità locali.
Si tratta di un’iniziativa strategica che mette al centro le nuove generazioni del territorio, con l’obiettivo di valorizzare i talenti, generare opportunità concrete e rafforzare la comunità locale. Il “Laboratorio delle Valli” punta a sostenere l’inserimento lavorativo dei giovani, stimolarne la partecipazione attiva alla vita del territorio, promuovere comportamenti e scelte sostenibili e incoraggiare stili di vita sani, in un percorso organico di crescita e partecipazione che supera interventi occasionali e crea prospettive durature.
Un progetto nato e pensato per il territorio
Ad aprire i lavori è stata Franca Vivenza, sindaco di Cantoira, che ha ricostruito la genesi del progetto, nato da un confronto diretto e informale tra amministratori locali: «Abbiamo voluto che questa presentazione fosse collocata nei primi giorni dell’anno come segnale di augurio e di speranza per i nostri territori. L’idea nasce parlando tra sindaci delle difficoltà comuni che viviamo ogni giorno e della complessità di affrontare da soli percorsi progettuali articolati». Una riflessione che ha portato a una scelta condivisa: «Molti di noi avevano analizzato il bando regionale, ma partecipare singolarmente sarebbe stato complicato. Da qui è nata la domanda: perché non provarci insieme? I tempi erano stretti, ma quando c’è volontà politica e capacità di lavorare in modo unitario, i risultati arrivano».
I giovani come asse portante delle Valli
Il quadro politico e strategico dell’iniziativa è stato delineato da Daniela Majrano, sindaco di Viù e Comune capofila, che ha sottolineato il cambio di approccio alla base del progetto: «Questo progetto non nasce per considerare i giovani come una fragilità del territorio, ma come il suo elemento portante. È un messaggio chiaro: i giovani non sono destinatari passivi, ma protagonisti chiamati a prendersi responsabilità e a costruire il futuro delle Valli». Majrano ha richiamato anche il valore del lavoro comune maturato negli ultimi anni: «L’esperienza delle Aree Interne ci ha insegnato a superare i confini comunali e a lavorare come territorio. Qui la scuola resta centrale, ma si inserisce in una rete più ampia che coinvolge cultura, sport, sanità, ambiente e memoria storica».
Un progetto integrato e diffuso
“Laboratorio delle Valli” si sviluppa come un percorso articolato che intreccia crescita personale, orientamento, partecipazione civica, benessere e cura del territorio. Le attività previste privilegiano modalità laboratoriali e pratiche, distribuite nei diversi Comuni e accessibili a tutti i giovani delle Valli, con l’obiettivo di rafforzare competenze, senso di appartenenza e capacità di incidere concretamente nella vita delle comunità locali.
Accompagnamento e partecipazione
Chiara Ferraris, dell’associazione Al Cicapui, ha evidenziato il valore complessivo della progettualità: «Il punto di forza di questo progetto è la capacità di unire il territorio attraverso azioni che coinvolgono le persone in modo autentico. L’impatto non riguarda solo i giovani direttamente coinvolti, ma si estende alle famiglie e all’intera comunità». L’ente partner accompagnerà i giovani lungo percorsi di orientamento per l’inserimento lavorativo ed accompagnamento agli strumenti e percorsi formativi disponibili per consolidare le competenze acquisite in ambito di artigianato di eccellenza e nuove professioni digitali.
Cultura come strumento di consapevolezza
Paolo Cipriano, presidente di CantArteatro, ha presentato un laboratorio culturale pensato per offrire ai giovani una visione completa del lavoro artistico: «Non basta migliorare la tecnica. È fondamentale capire come funziona l’intero percorso, dall’idea alla sostenibilità. Dare strumenti significa rendere le persone autonome e consapevoli».
Memoria e cittadinanza: il contributo del Comitato Resistenza Colle del Lys
Il Comitato Resistenza Colle del Lys, con Nicolò Tassinari e Alberto Borgatta, ha sottolineato il valore della memoria come strumento vivo e attuale: «La memoria non è qualcosa da celebrare una volta all’anno, ma un patrimonio da trasmettere e rendere comprensibile. Conoscere la storia delle nostre montagne significa acquisire strumenti per leggere il presente e orientarsi nelle scelte di oggi». Il percorso accompagnerà i giovani dalla Resistenza vissuta nelle Valli di Lanzo al dopoguerra e alla nascita della Repubblica e della Costituzione, fino a una riflessione sul presente e sulle responsabilità civiche: «Solo partendo da ciò che è stato possiamo costruire una cittadinanza consapevole e uno sguardo responsabile verso il futuro».
Sport e aggregazione: le Valliadi
Francesca Graneri, per le Valliadi, ha ribadito il valore educativo dello sport come strumento di crescita e comunità: «Lo sport non è solo competizione o risultato. È un linguaggio universale che crea legami, rafforza la fiducia e permette ai giovani di mettersi alla prova in modo sano e consapevole. Nelle Valli di Lanzo rappresenta anche un’occasione concreta per vivere il territorio e sentirsi parte di una comunità». Il progetto prevede tre fine settimana formativi – tra maggio e luglio – in tre Comuni diversi, Viù, Chialamberto e Balme, dedicati rispettivamente all’arrampicata, al tennis e all’orienteering, oltre al tiro con l’arco e allo yoga, con attività guidate da istruttori qualificati e momenti di condivisione pensati per rafforzare l’aggregazione e il senso di appartenenza.
Scuola e sanità: due presìdi fondamentali
Dal mondo della scuola, Francesco Minniti, vicepreside dell’Istituto Comprensivo di Ceres, ha evidenziato il valore educativo delle esperienze legate al territorio: «Portare i ragazzi fuori dalle aule, farli incontrare con il territorio in cui vivono e con le persone che lo abitano è fondamentale. La scuola ha il compito di aprire orizzonti e aiutare gli studenti a sentirsi parte attiva della comunità».
Sul fronte sanitario, la dottoressa Clara Occhiena, dell’Asl To4, ha richiamato l’importanza di un approccio preventivo e di prossimità: «Lavorare sul benessere, sugli stili di vita e sulla prevenzione significa esserci prima che emergano le difficoltà. È un investimento sulla salute dei giovani e, di conseguenza, sulla qualità della vita dell’intera comunità».
Una visione che guarda oltre
A chiudere la conferenza è stato Marco Bussone, presidente nazionale Uncem, che ha collocato il progetto in una prospettiva più ampia: «Le comunità montane stanno cambiando. Progetti come questo aiutano a governare la trasformazione e a rafforzare il capitale sociale dei territori».





