LANZO – «Scrivo con le mani legate, ma è meglio così che se fosse incatenata la volontà». Le parole di Franz Jägerstätter – contadino austriaco che, durante la Seconda Guerra Mondiale, si oppose con coraggio al regime nazista, rifiutando di arruolarsi e di collaborare con Hitler, venendo poi processato e giustiziato nel 1943, diventando simbolo di resistenza morale e civile – ricordate dal sindaco Fabrizio Vottero, hanno aperto una Giornata della Memoria intensa e partecipata, che domenica 25 gennaio ha visto la città stringersi attorno ai valori del ricordo, della responsabilità e della coscienza civile.
Un pomeriggio freddo, come ha sottolineato il primo cittadino nel suo intervento, ma carico di significato: un richiamo alle condizioni disumane vissute nei campi di sterminio nazisti e, allo stesso tempo, un invito a interrogarsi sul presente, sulle scelte individuali e sul rischio di un’indifferenza che la storia ha già drammaticamente smentito. «Il freddo che oggi sentiamo – ha detto il sindaco – ci aiuta a riflettere ricordandoci solo in parte le condizioni vissute realmente nei campi di concentramento. Lì l’uomo è stato privato di ogni dignità, separato dai propri cari, costretto a vivere nel terrore e nel dolore. Di fronte a tanta violenza, l’invito è a scegliere sempre la via del rispetto, della responsabilità e del coraggio. Non possiamo permettere che la nostra indifferenza o i nostri piccoli egoismi quotidiani diventino complici di ingiustizie». Il primo cittadino ha sottolineato con forza la responsabilità individuale e collettiva: «Ognuno di noi, dai banchi di scuola ai luoghi delle decisioni pubbliche, deve ricordare che le nostre scelte contano. Come Jägerstätter, anche oggi possiamo opporci alle ingiustizie, scegliere la dignità e l’umanità, anche quando è difficile e impopolare».
La cerimonia si è aperta davanti alla Stele ai Deportati Ebrei, all’ingresso del cimitero in via Tesso, alla presenza della Banda Musicale di Lanzo, del Gruppo Alpini, di numerosi cittadini e di molti giovani. Ad aprire ufficialmente il momento commemorativo è stato il vicesindaco Fabrizio Casassa, affiancato dagli assessori Tina Assalto e Paolo Gisolo e da diversi consiglieri, a conferma dell’impegno e della presenza dell’intera Amministrazione comunale in questa Giornata della Memoria. La Stele riporta i nomi dei deportati ebrei residenti, almeno per qualche tempo, a Lanzo, che furono arrestati e condotti ad Auschwitz, dove morirono: Moise Poggetto, Alfredo Valobra, Franco Sacerdoti, Todros Norzi, Lea Sacerdote Norzi, Raimondo Jona, Ruggero Joe e Ilka Vitale Jona. I presenti hanno poi posto sopra il monumento alcune pietre, come vuole la tradizione ebraica: un gesto semplice, ma carico di memoria e significato. Ogni pietra posata non è un ornamento, ma un segno tangibile che «qui qualcuno ha ricordato, qui nessuno è dimenticato», perché la memoria di chi non c’è più resti solida e duratura come la pietra stessa. Il corteo è proseguito poi verso piazza Rolle per l’omaggio ai deportati lanzesi deportati e morti nei campi di concentramento nazisti, ovvero Giovanni Bellezza Mattia, Stefano Brunetta, Giovanni Battista Fornelli, Giovanni Garigliet Brachet, Antonio Pizzato, Francesco Vallino e Michele Vietti, che rimangono un segno indelebile della memoria cittadina.




Particolarmente significativo il contributo delle giovani Miriam Caveglia e Letizia Bianco, protagoniste del progetto Memo4Eu – Viaggio nella Memoria Europea. Le due studentesse hanno portato alla Stele la testimonianza diretta dell’esperienza vissuta durante il viaggio nei campi di sterminio, offrendo uno sguardo autentico e consapevole sul valore educativo della Memoria. La cerimonia è poi proseguita con il corteo verso piazza Rolle e il trasferimento al salone LanzoIncontra, dove l’assessore Erika Zanellato ha premiato le due studentesse per il loro impegno nell’iniziativa promossa dalla Città Metropolitana di Torino, sottolineando l’importanza di affidare alle nuove generazioni il compito di custodire e trasmettere il ricordo.
Spazio anche alla scuola, con la partecipazione degli studenti della classe 3ªC della Scuola Secondaria di Primo Grado, protagonisti del progetto “Le mille Emilia”. Agli alunni e alle loro insegnanti Gabriella D’Arrigo e Simona Gisolo, è stato donato il libro “Metamorfosi” della scrittrice lanzese Daniela Della Casa, come segno concreto di continuità tra memoria, cultura e territorio. A chiudere il pomeriggio, lo spettacolo teatrale “Hasidei Umot Haolam – I Giusti fra le Nazioni”, a cura dell’associazione culturale e teatrale “I Retroscena”, che ha affidato al linguaggio del teatro il racconto del coraggio e delle scelte di chi, anche nei momenti più bui, ha saputo opporsi alla violenza e alla disumanità.
Una giornata che Lanzo ha vissuto come momento di raccoglimento, ma anche come richiamo attuale e concreto: perché, come ricordato dal sindaco, «la Memoria non sia solo ricordo del passato, ma guida per le scelte di oggi».









