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Natura, eventi, territorio

Donato al Comune di Ceres l’ex Albergo Miravalle

DiElena.Caligiuri

Apr 17, 2026

CERES – Oggi l’ex Albergo Miravalle è stato donato al Comune di Ceres; in sala consiliare la firma ufficiale con il primo cittadino Davide Eboli e Aurelio Sanfilippo.

≪L’atto che oggi è stato sottoscritto – ha commentato Sanfilippo – rappresenta un momento di particolare significato, non soltanto sotto il profilo giuridico e amministrativo, ma anche sotto quello umano, storico e simbolico.
Il complesso immobiliare oggetto della donazione – l’ex Grande Albergo Miravalle – non costituisce infatti un semplice bene patrimoniale, bensì un luogo carico di memoria, che ha rappresentato per lungo tempo uno dei punti di riferimento della vita sociale e turistica di questo territorio.
Impossibile non percepire il valore che tale edificio ha avuto nel passato (fra la fine del ’800 e la prima metà del XX secolo): simbolo di accoglienza, eleganza e apertura, testimonianza di un’epoca in cui il turismo alpino viveva stagioni di grande vivacità e prestigio.
Proprio per questo motivo, la donazione odierna assume un significato che va ben oltre il trasferimento della proprietà: essa rappresenta un gesto di restituzione alla collettività di un bene che appartiene, prima ancora che al patrimonio immobiliare, alla memoria condivisa.
Desidero, in questo contesto, esprimere un sentito e profondo apprezzamento al Signor Sindaco per la sensibilità e la lungimiranza dimostrate nell’aver voluto accogliere questa opportunità. La decisione di accettare la donazione non si esaurisce in un atto formale, ma riflette una chiara volontà di farsi carico di un patrimonio complesso, impegnativo, ma di straordinario valore storico e paesaggistico, ponendo le basi per un futuro percorso di recupero e valorizzazione.
Oggi, dunque, non si conclude semplicemente un procedimento, ma si apre una prospettiva: quella di riportare al centro dell’attenzione un luogo simbolico, trasformandolo, nel tempo, da segno di abbandono a occasione di rinascita.
Con questo spirito, e con il rispetto dovuto alla storia che questo edificio rappresenta, si affida al futuro il compito di dare nuovo significato a ciò che, per molti anni, ha contribuito a definire l’identità di Ceres≫.

≪Desidero esprimere, a nome mio e di tutta l’Amministrazione comunale – spiega il sindaco Davide Eboli – un sincero e profondo ringraziamento al dottor Aurelio Sanfilippo per il gesto compiuto oggi. La donazione dell’ex Grand Hotel Miravalle non è soltanto un atto formale: rappresenta qualcosa di molto più grande. È la restituzione di un simbolo. Un simbolo di Ceres, certo, ma anche dell’intero territorio, della sua storia, della sua identità e della sua memoria collettiva. Riportare questo edificio nelle mani della comunità significa ridarlo ai ceresini, ai valligiani, ma anche a tutti coloro che amano e vivono questo territorio, residenti e villeggianti.

Siamo pienamente consapevoli che ciò che oggi accogliamo è anche una grande responsabilità. La struttura, segnata dal tempo, richiederà interventi importanti: si tratta di un immobile imponente, con criticità evidenti, che comporterà un impegno significativo sotto ogni punto di vista. Questa non è stata una scelta semplice, né scontata. È una scelta che nasce dal senso di responsabilità, ma anche dal cuore. Perché siamo convinti che un territorio che non custodisce e non valorizza la propria storia rischia di perdere la propria identità. E senza identità diventa difficile spiegare ai più giovani da dove veniamo, chi siamo e quale sia il valore di ciò che le generazioni prima di noi hanno costruito.

Il Miravalle – continua Eboli – non è solo un edificio: è memoria, è testimonianza, è parte viva della nostra comunità. Ed è proprio questo valore storico e affettivo che ci ha spinto ad accettare questa sfida, pur nelle difficoltà – reali e importanti – che ci attendono. L’impegno dell’Amministrazione, e di chi nel tempo sarà chiamato a proseguire questo percorso, sarà quello di lavorare concretamente per reperire le risorse necessarie – che saranno consistenti – e avviare un progetto di recupero articolato in più fasi, capace di restituire vita a questo spazio. L’idea è quella di riportare il Miravalle a essere un punto di riferimento per la comunità: un luogo di incontro, un salone polivalente, uno spazio per eventi, feste, riunioni e momenti importanti. Ma anche un luogo di cultura e di lavoro, capace di accogliere iniziative, un possibile museo delle genti, spazi condivisi e nuove opportunità. Immaginiamo uno spazio vivo, vissuto, aperto a tutti. Un progetto che non riguarda solo un edificio, ma che può contribuire a ridisegnare e rilanciare il futuro del nostro paese.

Sappiamo che questa scommessa arriva in un momento economicamente complesso, ma è una scelta condivisa: come Sindaco, insieme alla Giunta e a tutto il Consiglio comunale, abbiamo deciso di crederci. Credere che sia possibile trasformare un simbolo di abbandono in un’opportunità di rinascita. Credere che questo edificio possa tornare a essere parte attiva della vita ceresina. Perché la soddisfazione di restituire questo luogo alle persone, di farlo riscoprire ai giovani e rivivere per tutta la comunità, sarebbe qualcosa di straordinario.

Da oggi inizia un percorso impegnativo, ma anche carico di significato. E lo affrontiamo con senso di responsabilità, ma anche con determinazione e fiducia nel futuro≫.