Con questo motto riprende e ritorna COURENTA MAI, incontro e festival dedicato alla courenta
e alle danze delle minoranze linguistiche italiane.
Siamo alla XII edizione, sempre nelle Valli di Lanzo di minoranza linguistica e culturale
francoprovenzale.
Il motto “fií alà int ou mes a anvità el fiíe a balà” arriva da un comando tradizionale di una danza,
la quadriglia.
La quadriglia è una danza dalla storia estremamente interessante, un ballo in uso storicamente sia in
ambienti borghesi e altolocati sia popolari veicolata anche attraverso varie coreografie folkloriche.
Una delle caratteristiche, in generale, di questa danza è l’essere guidata da dei maître à danser, degli
insegnanti di danza e di essere guidata attraverso dei comandi che corrispondono ai cambi di figure.
La danza è attestata a livello europeo con molti riscontri e variani in Italia. A Viù è presente una
quadriglia storica, condotta con comandi nella lingua locale francoprovenzale.
Questa edizione di Courenta Mai sarà dedicata proprio alla conoscenza e trasmissione di queste
splendide danze collettive, oltre che alle tradizionali courente nelle varie varianti, anche cantate.
Porta il tuo comando!
Verranno mostrati video e documenti multimediali sulle quadriglie italiane, un filmato storico sulla
quadriglia di Viù e sarà proposto un modello “popolare” e “semplificato” di quadriglia sulla melodia
tradizionale di Viù in cui chiunque potrà partecipare, divertendosi.
Verranno riproposti comandi tradizionali di guida della danza in francoprovenzale ma si potranno
proporre comandi nuovi, creativi, contemporanei e personali in un ambiente conviviale tra
tradizione e contemporaneità, creatività e gioco: porta il tuo comando!
Un festival pensato per una danza, la corrente e aperto alle danze tradizionali in uso nelle
minoranze linguistiche storiche italiane.
Nelle Valli di Lanzo si chiama courenta oppure courenda. In italiano è la corrente, una danza dalle
multiformi varianti, ancora viva e in trasformazione continua dove è in uso tradizionalmente. Dalle
origini rinascimentali, dal latino currere, correre (courir in francese, da cui courante, e corrente in
italiano), movimento che ancora rappresenta la prima figura di questa antica danza popolare a
coppie e con varianti in cerchio collettivo.
Questa danza, nelle varianti locali, è rimasta in uso nelle festività tradizionali e connessa al rito
senza interruzione temporale solo in alcune valli delle Alpi Occidentali, in particolare nelle Valli di
Lanzo, nella Val Vermenagna e nella Val Varaita, località di minoranza linguistica francoprovenzale
e occitana. Ancora dibattuta la provenienza, se francese o italiana, se di corte o popolare. Nelle Valli
di Lanzo è la danza più ballata, da tutte le fasce di età, è presente in ogni festa, ha il potere di
rallegrare e unire le persone ed è l’unica danza che la gente del posto sente veramente come propria
e i villeggianti e i turisti amano ballare.
Un festival, due date, due Comuni:
sabato 9 maggio, Mezzenile, presso il Castello Conte Francesetti, dalle ore 15:00
venerdì 19 giugno, Pessinetto, presso Bar Trattoria Osteria L’Circul, alle ore 21:00
- Sabato 9 maggio, Mezzenile
Dalle ore 15:00, laboratori, concerti, balli, convivialità.
Laboratori di quadriglie e di courente, per grandi e bambini, a cura di Michele Cavenago e
Flavio Giacchero con Blu L’Azard, Lo Stivale che Balla e la partecipazione dei bimbi del
Gruppo Li Magnà ‘d Viù (danze tradizionali della Valle di Viù).
Dalle ore 21:00
Apertura con il gruppo di canto spontaneo dei bambini di Viù.
Ballo serale tra musette, liscio e bal folk con i musicisti di tradizione orale di Cantoira, Blu
L’Azard (Flavio Giacchero, Marzia Rey, Luca Teghillo, Pierluigi Ubaudi), Lo Stivale che
‘sona (Massimiliano Aquilino, Romana Barbui, Michele Cavenago) e a seguire jam session
aperta e libera tra musica della tradizione francoprovenzale e occitana. - Venerdì 19 giugno, Pessinetto, concerto: Un saluto ai viaggiatori
Ore 21:00
Un momento dedicato alla biodiversità linguistica e musicale con il concerto “Un saluto ai
viaggiatori” tra creatività, tradizione, elettronica, sperimentazione e visual.
Un viaggio poetico e musicale tra voci e memorie (occitano, francoprovenzale, francese,
piemontese) dove ogni idioma, con la sua musicalità, dà voce a prospettive differenti che
permettono di parlare del passato e del presente. Il titolo richiama le epigrafi macedoni che
lungo i sentieri offrivano un augurio poetico ai passanti.
In uno spazio sospeso creato dalla musica a bordone, strumenti come cornamuse e sax
dialogano con l’elettronica e visual per affrontare temi universali: la figura della donna, la
guerra, le migrazioni. Un invito a rallentare e lasciarsi attraversare da storie che guardano
all’oggi con occhi antichi e profondi.
Flavio Giacchero: clarinetto basso, sax soprano, cornamuse, elettronica, voce; Marzia
Rey: violino, voce; Luca Percivalle: visual.












