LANZO – Le celebrazioni per i 25 anni dal conferimento del titolo di Città e per il 50° anniversario della Medaglia d’Argento al Valor Militare hanno trasformato Lanzo in un lungo racconto costruito insieme a scuole, associazioni, volontari, istituzioni, giovani e cittadini. Ad aprire il programma sono stati gli alunni dell’Istituto Comprensivo, che nella mattinata di venerdì 22 maggio in piazza Rolle hanno ricostruito lo stemma cittadino, ripercorrendone simboli e significati. «Coinvolgere la scuola significa aiutare i ragazzi a conoscere il luogo in cui vivono e a sentirsi parte della comunità», ha sottolineato la dirigente scolastica Giuseppina Realmuto, ricordando il percorso che nel 2001 portò Lanzo a ottenere il riconoscimento del titolo di Città da parte del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
«Questo stemma è un abbraccio tra scuola, famiglie e città», ha aggiunto il sindaco Fabrizio Vottero. La giornata inaugurale si è conclusa con la Camminata per la Legalità “La mafia uccide, il silenzio pure”, organizzata insieme agli studenti dell’istituto superiore Federico Albert, dell’Istituto Comprensivo, della Consulta Giovani e dell’Oratorio Don Bosco lungo le vie della città alla presenza di Mauro Esposito, vittima della malavita organizzata.
Le celebrazioni sono entrate nel vivo sabato 23 maggio. La mattinata si è aperta al Teatro Don Flecchia con l’anniversario dei 50 anni della Medaglia d’Argento al Valor Militare e il ricordo della figura di Alessandro Galante Garrone – magistrato, partigiano, storico e cittadino onorario di Lanzo – in occasione del convegno “Solidali con l’umanità intera”. Nel pomeriggio il salone LanzoIncontra ha accolto il momento ufficiale dedicato ai 25 anni di Lanzo Città, alla presenza dell’assessore regionale Gian Luca Vignale e della consigliera della Città Metropolitana Caterina Greco. «Ci sono anniversari che non servono soltanto a ricordare una data, ma a capire chi siamo stati e cosa vogliamo continuare a essere», ha sottolineato il sindaco Fabrizio Vottero aprendo la cerimonia istituzionale. A ripercorrere le radici storiche della città è stato Michele Vietti, presidente della Società Storica delle Valli di Lanzo, con un’orazione dedicata all’evoluzione storica, culturale e civile della comunità lanzese. Nel corso dell’evento è stata inaugurata anche l’esposizione “La storia di Lanzo nei secoli”, costruita attorno ai documenti custoditi nell’Archivio Storico Comunale. Un percorso tra statuti, privilegi antichi, testimonianze storiche e fotografie che racconta l’evoluzione della città dall’undicesimo secolo a oggi. E poi le fotografie dei dodici sindaci che hanno guidato Lanzo dal Dopoguerra a oggi e che troveranno spazio permanente nella Sala Consiliare. La giornata è poi proseguita all’istituto superiore Federico Albert, dove studenti e docenti dell’indirizzo enogastronomico hanno preparato il rinfresco per gli ospiti. In serata la città si è trasformata in un palcoscenico diffuso grazie a “Lanzo, a spasso nel tempo”, la rievocazione teatrale curata dall’associazione “I Retroscena”, che ha accompagnato i visitatori nei luoghi più simbolici attraverso racconti, personaggi e scorci della storia lanzese. Grande il lavoro organizzativo portato avanti dall’Amministrazione comunale, con il sindaco Fabrizio Vottero, il vicesindaco e assessore alla Cultura Fabrizio Casassa e gli assessori Tina Assalto, Erika Zanellato e Paolo Gisolo, che nei mesi scorsi – insieme ai consiglieri e agli uffici comunali – hanno seguito la costruzione del programma coinvolgendo le associazioni, le scuole, i volontari e le realtà del territorio.
Spazio invece, nella giornata di domenica 24 maggio alle tradizioni popolari con la Cisrà, storica minestra di ceci simbolo della solidarietà lanzese, preparata dai volontari e dal Gruppo Alpini nella Casa dei Ceci con oltre trecento porzioni distribuite dopo la benedizione del parroco. Nel corso della giornata si è svolto anche lo “Scambio Verde”, dedicato alla condivisione di semi, piante e talee sotto l’Ala Mercatale di piazza Allisio. Nel pomeriggio è stata inaugurata all’ingresso dell’area del Ponte del Diavolo la nuova scultura “L’Inganno”, realizzata e donata alla collettività dall’artista lanzese Pietro Nicolò. L’opera, costruita in ferro e materiali di recupero, richiama la leggenda del Ponte del Diavolo e nasce dall’idea di dare nuova vita a ciò che sembrava destinato a essere scartato. «La città non è solo un luogo fisico, ma è fatta dalle persone che dedicano tempo, energie e capacità per il bene della comunità», ha sottolineato il sindaco Vottero durante l’inaugurazione. Nel suo intervento Pietro Nicolò ha voluto ringraziare «chi ha creduto in questo progetto fin dall’inizio e chi mi ha aiutato concretamente a realizzarlo», ricordando Gianluca Ciccaldo, il sindaco Fabrizio Vottero, il vicesindaco Fabrizio Casassa, il responsabile dell’ufficio tecnico Vincenzo Pugliese, il geometra Marco Micheletta, gli operai comunali e Sergio Congera, «il cui contributo tecnico è stato fondamentale per la realizzazione dell’opera».
A chiudere le celebrazioni è stato un pomeriggio che ha restituito forse l’immagine più viva di Lanzo: piazza Peradotto piena di persone, bambini seduti sui gradini, famiglie ferme a guardare, musica che attraversava il centro cittadino mentre le bambine e le ragazze delle associazioni Dragonfly, Quadrifoglio Rosso e Resol Regys Danza hanno riempito la piazza non solo con le loro splendide coreografie, ma soprattutto con la loro energia ed entusiasmo. Per qualche ora il cuore della città è sembrato battere tutto nello stesso punto. Poi l’AperiLanzo25 organizzato dalla Consulta Giovani, con il supporto dell’associazione Montana Park, ha continuato a tenere viva la piazza fino a sera: gruppi di amici, famiglie, ragazzi rimasti a parlare anche dopo gli eventi, con la sensazione che quei tre giorni avessero lasciato qualcosa di più di un semplice calendario di appuntamenti. «Non volevamo soltanto organizzare degli eventi – conclude il sindaco Fabrizio Vottero – ma creare occasioni capaci di far sentire le persone parte della stessa comunità. Vedere Lanzo piena di bambini, giovani, famiglie, volontari e associazioni è stata la dimostrazione più bella di quello che questa città continua a essere e può ancora diventare».






















