Con nove appuntamenti distribuiti da agosto a novembre, Viuleta giunge alla sua settima edizione e consolida la propria presenza nel panorama delle iniziative dedicate al canto spontaneo e alla musica di tradizione orale. Il programma 2026 amplia le forme e gli ambiti della rassegna, mettendo in relazione trasmissione, continuità e creazione: dal laboratorio dei bambini alle pratiche musicali delle comunità, dall’incontro tra differenti tradizioni italiane al dialogo tra Alpi e Pirenei, fino a una nuova produzione originale.
Promossa dal Comune di Viù con la direzione artistica dell’etnomusicologo e musicista Flavio Giacchero, Viuleta considera il canto e la musica di tradizione orale non soltanto come repertori da conservare, ma come pratiche culturali vive, legate alla socialità, alla condivisione e ai territori. Viù,
Comune di minoranza linguistica storica francoprovenzale, è parte attiva del progetto: abitanti, bambini, cantori, musicisti e locali pubblici partecipano alla costruzione degli eventi.
La settima edizione segna anche un nuovo riconoscimento per la rassegna, che ha ottenuto il patrocinio scientifico del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Torino.
“Il canto spontaneo e la musica di tradizione orale non si portano semplicemente su un palco: si invita il pubblico a entrare nei luoghi e nelle relazioni in cui possono accadere. È in questa dimensione condivisa che la tradizione continua a vivere, a trasmettersi e a generare nuove forme”, dichiara il direttore artistico Flavio Giacchero.
Dalla voce dei bambini all’incontro tra Alpi e Pirenei
La rassegna si è aperta il 22 agosto con Canti alla rotonda: la voce dei bambini, concerto del gruppo di canto spontaneo dei Bambini di Viù. L’appuntamento restituisce al pubblico il lavoro del laboratorio annuale guidato da Marzia Rey e voluto da Viuleta per favorire la trasmissione del canto e della lingua francoprovenzale autoctona tra le nuove generazioni.
Il 23 agosto, al Teatro di Bertesseno, il Duo Giacchero-Rey con Luca Percivalle ha presentato Un saluto ai viaggiatori, un percorso sonoro nel quale musica, canto e immagini mettono in relazione tradizione e creatività, lingue, voci e memorie. In collaborazione con Chambra d’Oc.
Il cuore della rassegna si svolge dall’11 al 13 settembre. L’apertura dell’11 settembre mette in dialogo le culture montane delle Alpi e dei Pirenei attraverso la presenza di Jean-Mixel Bedaxagar e Mixel Arotze, rappresentanti della tradizione musicale orale dell’Iparralde, nei Paesi Baschi, insieme a cantori e musicisti dell’arco alpino.
Sabato 12 settembre torna La Via dei Canti, l’evento centrale e più caratteristico di Viuleta. Per una notte i gruppi cantano nei locali pubblici del paese, senza palco né amplificazione, raccolti intorno ai tavoli. È il pubblico a spostarsi da una postazione all’altra, guidato da una mappa,
costruendo il proprio itinerario tra voci e forme musicali differenti. Alcuni spazi sono riservati al canto libero, aperto a chi desidera partecipare.
Saranno presenti il coro toscano I Cardellini del Fontanino di Castel del Piano, portatore del canto del Bei, antica forma polifonica del Monte Amiata legata alle comunità di boscaioli e minatori; I Giovani Canterini di Sant’Olcese, interpreti del trallalero genovese; il Coro di Farini, le voci della regione storica e culturale denominata Quattro Province; Jean-Mixel Bedaxagar e Mixel Arotze dai Paesi Bachi; i Cantori bergamaschi; i Cantori di Rore dalla Val Varaita di minoranza linguistica occitana; i Cantori di Mezzenile; le Corde Locali di Viù e altri cantori spontanei, formazioni che veicolano la propria tradizione del canto spontaneo e che vivono questa particolare dimensione
sociale.
La mattina del 13 settembre, con Aperitivo IN…CANTO, alcuni dei gruppi presenti la sera precedente continueranno a cantare a Viù.
Il Premio Viuleta 2026
Durante La Via dei Canti, nel pomeriggio, sarà consegnato il Premio Viuleta 2026. Per la prima volta il riconoscimento verrà attribuito congiuntamente a due studiosi: Mauro Balma,
etnomusicologo e Giuliano d’Angiolini, compositore ed etnomusicologo.
Il Premio è conferito per il contributo scientifico offerto, insieme e individualmente, alla conoscenza del canto e della musica di tradizione orale; per la restituzione e la condivisione degli esiti delle loro ricerche attraverso pubblicazioni, documentazione ed eventi; e per la sensibilità con cui hanno saputo avvicinarsi a una cultura nella quale la musica è inseparabile dalla società e dalle comunità che la mantengono viva, riconoscendone e valorizzandone le forme estetiche tramandate nel tempo.
Tra i risultati del loro lavoro congiunto figurano i volumi “Alle origini del trallalero genovese” e “La monachella e le altre. Dagli Appennini alle Alpi. Incontri di voci tra le Quattro Province, la Liguria e la Valle d’Aosta””, pubblicati da Nota (Udine).
AIRÀL, una nuova produzione di Viuleta
Il 24 ottobre debutta in prima assoluta AIRÀL – innesti sonori, nuova produzione originale della rassegna. Lo spettacolo mette in relazione linguaggi musicali differenti ed è concepito come la prima tappa pubblica di un progetto destinato a svilupparsi nella prossima edizione.
Il nucleo artistico è formato da Paolo Cipriano, musicista di riconoscimento internazionale, componente dei Supershock e recentemente residente a Viù, Flavio Giacchero e Marzia Rey.
Saranno inoltre coinvolti il gruppo di canto spontaneo dei Bambini di Viù, le Corde Locali e alcuni musicisti tradizionali del paese. AIRÀL riunisce così creazione contemporanea, trasmissione, partecipazione locale e pratiche musicali di tradizione orale.
Musica, danza e formazione
Il programma prosegue il 7 novembre con Festa a ballo, concerto dedicato a ottoni, polifonie arcaiche e danze popolari, con la Bandella di Schignano (CO) La Fugheta e musicisti locali.
L’8 novembre, in occasione della festa patronale di San Martino, Viuleta-Soun porta a Viù la musica strumentale e le danze tradizionali dell’arco alpino attraverso un concerto diffuso.
Partecipano Lou Tintamaro de Cogne, la Bandella di Schignano, Savenca Folk dal Canavese, i Suonatori della Val di Susa e gruppi delle Valli di Lanzo provenienti da Ceres, Mezzenile, Cantoira, Ala di Stura, Lanzo e Viù.
Dal 20 al 22 novembre la rassegna si conclude con la residenza artistica guidata da Patrizia Rotonda, insegnante e artista professionista. Il percorso è rivolto sia a chi pratica il canto di tradizione orale sia a chi desidera avvicinarsi a questo mondo. I partecipanti studieranno alcuni canti locali proposti dalla rassegna e brani della tradizione popolare italiana scelti da Rotonda. La residenza terminerà con un breve concerto pubblico dei partecipanti.
Attraverso repertori francoprovenzali e la presenza di espressioni culturali francoprovenzali, occitane e basche, Viuleta contribuisce inoltre alla conoscenza e alla valorizzazione delle lingue minoritarie. La tradizione orale viene così proposta non come folklore immobile, ma come cultura in movimento: una forma musicale, estetica e sociale che continua a vivere nell’incontro tra persone, comunità e generazioni.
Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito.











