CIRIE’ – Dal venerdì 2 ottobre a domenica 11 ottobre Palazzo D’Oria ospita “Tracce. San Francesco nel Ciriacese. Arte, devozione e memoria”, una mostra che riunisce opere, documenti e testimonianze della presenza francescana nel territorio di Cirié e dintorni.
L’esposizione nasce in occasione degli 800 anni dalla morte di San Francesco e propone un percorso che ricompone, per la prima volta in un unico luogo, testimonianze oggi conservate in chiese, archivi e istituzioni diverse. Un patrimonio che racconta non soltanto la devozione per il Santo ma anche una parte importante della storia e dell’identità del Ciriacese.
Dipinti, sculture, libri, musica e tradizioni popolari permettono di seguire le tracce lasciate dalla presenza francescana a Cirié, San Francesco al Campo, San Carlo Canavese e San Maurizio Canavese.
Tra le opere esposte, la tela con San Francesco che riceve le stimmate, proveniente dall’Oratorio di Santa Croce di Cirié, il patrimonio legato all’antico convento francescano di San Maurizio Canavese, una cinquecentina della Biblioteca Storica di Palazzo D’Oria e una tela di Romano Gazzera.
La mostra – che verrà ospitata nelle sale espositive al primo piano di Palazzo D’Oria – è stata voluta e promossa dalla Città di Cirié e curata dalla storica dell’arte Cecilia Veronese, profonda conoscitrice e
ricercatrice del patrimonio culturale ed artistico locale, e non solo. Sarà la stessa Cecilia Veronese a condurre la conferenza “San Francesco nel Ciriacese. Arte, devozione e memoria” venerdì 9 ottobre, alle 18.30, nella Sala dell’Affresco di Palazzo D’Oria.
L’inaugurazione, a cui è invitata tutta la cittadinanza, è prevista per venerdì 2 ottobre alle ore 18.00 in Sala dell’Affresco. Orari di apertura: martedì, mercoledì e giovedì 14.30-17.30 e venerdì sabato e domenica 15.00-18.00. Accesso libero.
L’esposizione è stata realizzata con il sostegno del Consiglio Regionale del Piemonte e con il patrocinio della Regione Piemonte e della Città metropolitana di Torino.
“Questa mostra dimostra – sottolinea il Sindaco Loredana Devietti Goggia – quanto possa essere importante mettere in rete competenze, patrimoni e territori. La collaborazione tra Comuni e gli enti permette di valorizzare una storia che appartiene a ciascuna delle nostre comunità ma che acquista ancora più forza quando viene raccontata insieme. Un ringraziamento particolare va a Cecilia Veronese per la passione con cui ha intrapreso questo percorso con noi e all’Assessore Barbara Re per aver
seguito l’allestimento delle sale e aver supervisionato il tutto, insieme all’Ufficio Tecnico. Ringrazio anche la Consigliera delegata alla Cultura Domenica Calza”.
La scelta di Palazzo D’Oria non è casuale. Come sottolinea il progetto scientifico curato da Veronese, il palazzo offre uno spazio capace di riunire opere provenienti da luoghi diversi e di metterle in dialogo con la modernità degli ambienti restaurati e la loro origine seicentesca, rafforzando il ruolo dell’edificio come luogo di cultura, ricerca e divulgazione.
“Palazzo D’Oria sta tornando a essere sempre più un luogo vivo della cultura cittadina – commenta l’Assessore Barbara Re –. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della mostra e gli enti che hanno concesso il loro patrocinio. E questo è solo un altro passo del progetto di riqualificazione a cui lavoriamo con costanza e passione da anni: a metà ottobre inaugureremo altre sale espositive restaurate, che ci permetteranno di restituire progressivamente alla città nuovi spazi e
di riportare in vita quello che è un vero gioiello della storia dei D’Oria e dei Savoia e così inserire rafforzare la posizione di Cirié nel circuito di visite e di turismo culturale”.
“Questa mostra – aggiunge la curatrice Cecilia Veronese – nasce dalla ricerca e dalla volontà di restituire al territorio aspetti importanti della propria storia attraverso opere, luoghi e memorie legati al Santo. Ringrazio tutta l’amministrazione comunale e gli uffici – oltre a Don Alessio e al Gruppo Presepe di San Giuseppe – per la disponibilità e per avermi consentito di fare ricerche su opere tanto pregevoli e ricche di significato artistico e storico. Grazie inoltre alla Fondazione Gazzera, alle parrocchie, associazioni e comunità coinvolte. Ogni opera qui esposta è il risultato di una ricerca e di una collaborazione: è il territorio stesso che, attraverso le sue testimonianze, torna a raccontarsi”.










