LANZO – I giovani, la ricerca della felicità, affrontare la realtà in modo semplice, ma concreto, trovare soluzioni che si trasformino in progetti di vita. Questi i principali argomenti che sono stati affrontati, sabato 26 settembre alla scuola media Federico Albert. A centocinquant’anni dalla morte, Lanzo torna a guardare alla figura del Beato Federico Albert e a ciò che la sua presenza ha lasciato in città.
Ad aprire il programma Organalia, sabato 19 settembre alle 21, nella Chiesa parrocchiale di San Pietro in Vincoli. Protagonista il Coro Eufoné, diretto da Alessandro Ruo Rui, con Gianfranco Luca all’organo Giuseppe Mola del 1894. Poi venerdì 25 la conferenza affidata a Pierfortunato Raimondo “Federico Albert ci parla ancora” nella Cappella San Giuseppe, lungo le Coste, luogo significativo perché qui Albert cadde accidentalmente da un’impalcatura mentre faceva dei lavori per la costruzione della colonia agricola
Particolarmente ricco il pomeriggio di sabato 26 settembre. Alle 16, nella Scuola Media Federico Albert di via San Giovanni Bosco è stata inaugurata “Torino ieri, oggi e domani”, mostra dedicata ai 150 anni dalla fondazione del giornale diocesano La Voce e Il Tempo. ≪Una mostra – ha spiegato Alberto Riccadonna, direttore de La Voce e Il Tempo – che dà risalto all’attualità, alla cronaca recente, per poi guardarsi indietro, nelle vecchie pagine del giornale≫. 24 pannelli che raccontano la storia dei giornali diocesani «La Voce del Popolo» e «il nostro tempo» mettendo a confronto 20 prime pagine del passato con i grandi temi di oggi: il rinnovamento della Chiesa e l’evangelizzazione, i travagli della democrazia, la crisi industriale, la guerra, la forza del volontariato.
Subito dopo una tavola rotonda presentata dalla coordinatrice didattica Serena Casana, sull’attualità del Beato e dei santi torinesi, con Alberto Riccadonna, Stefano Capello, delegato diocesano per gli insegnanti di religione cattolica e referente della pastorale scolastica, e suor Carmela Busia, responsabile della pastorale giovanile. Ma in che modo questi santi, questi esempi di vita possono intercettare e ispirare i giovani di oggi? ≪Per i giovani i santi sono quelli sugli altari – spiega Riccadonna – quelli in processione, le statue negli ingressi o nei cortili delle scuole. Bisogna presentarli diversamente: Albert è un beato felice e la felicità è un sentimento che i ragazzi percepiscono e ricercano, un elemento che li avvicina≫. ≪Quando Albert capisce che c’è un problema lavorativo – commenta Stefano Capello – inventa con creatività la risposta. La stessa creatività che noi oggi dobbiamo adottare per rispondere ai nostri bisogni e ai bisogni dei ragazzi≫. ≪Non si tratta di fare cose nuove – sottolinea suor Carmela Busia – ma di usare un nuovo stile per parlare ai giovani, ascoltare e riscoprire le virtù semplici, accessibili≫.






Giovani ed ex allievi della scuola media Albert si sono ritrovati poi al LXXV Convegno annuale: nella parrocchia San Pietro in Vincoli, alla presenza di numerose autorità religiose, civili e militari e dei labari delle diverse associazioni e abbadie lanzesi, è stata celebrata la Santa Messa presieduta dal Cardinale Roberto Repole, Arcivescovo di Torino e vescovo di Susa. ≪Contrastiamo i sentimenti di rabbia- ha esortato Repole – e inseguiamo la felicità≫.
La sera, alle 20, spazio alla cena preparata dagli allievi e dai docenti dell’istituto d’istruzione superiore Federico Albert – indirizzo Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera, nei locali della scuola media di via San Giovanni Bosco. Una nuova opportunità per portare i giovani a vedere altri giovani, condividendo esperienze e riscoprendo la gioia di stare insieme.
Gli appuntamenti a Lanzo proseguiranno mercoledì 30 settembre: alle 11, in San Pietro in Vincoli, si terrà la celebrazione eucaristica nel 150° anniversario della morte e a 42 anni dalla beatificazione.
A chiudere il percorso sarà nuovamente la musica. Sabato 10 ottobre, alle 21, la parrocchiale ospiterà il concerto conclusivo di Organalia, con il mezzosoprano Rossella Giacchero e l’organista Davide Benetti. Accanto agli eventi aperti al pubblico sono inoltre previsti incontri per gli studenti dell’istituto d’istruzione superiore Federico Albert, dedicati alla sua storia e all’attualità del messaggio lasciato alle generazioni successive. Un mese per tornare sulle tracce di un uomo che non ha lasciato soltanto opere e istituzioni, ma un modo concreto di guardare agli altri. Centocinquant’anni dopo, quella presenza continua a essere parte dell’identità di Lanzo.




























