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Natura, eventi, territorio

Vuoi cambiare vita e andare a vivere in montagna? Dalla Regione incentivi fino a 40 mila euro. Le opinioni dei sindaci delle Valli

DiElena.Caligiuri

Ago 17, 2021

Voglia di ritmi più lenti e in armonia con la natura? Ci pensa la Regione Piemonte con una campagna nazionale che offre incentivi a chi sceglie di trasferirsi da una città italiana in uno dei piccoli comuni di montagna incastonati tra le Alpi piemontesi.

Alberto Cirio, presidente Regione Piemonte

“La montagna non è e non va vista come una riserva inaccessibile, ma come un grande propulsore di economia, natura, enogastronomia, turismo e di tutto ciò che di meraviglioso ha da offrire – sottolinea il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio -. Penso che, dopo due anni di pandemia, questa idea dell’aria fresca, dell’aria pulita, della possibilità per chi lo desidera di vivere a contatto con la natura, siano valori su cui investire per il nostro futuro e per quello delle nostre straordinarie montagne”.

Le immagini della campagna di comunicazione della Regione Piemonte

Contributi fino a 40mila euro

Chi risiede in un centro urbano in Italia e intende acquistare o recuperare un immobile in un comune montano del Piemonte con meno di 5.000 abitantida rendere prima casa trasferendovi la propria residenza, potrà aderire ad un bando della Regione Piemonte che offre contributi da 10.000 a 40.000 euro. Il bando stanzia complessivamente 10 milioni di euro.

Fabio Carosso, assessore alla Montagna. «Scelta di vita nuova»

“Una promessa mantenuta e l’offerta di una scelta di vita nuova – dichiara Fabio Carosso, vicepresidente e assessore alla Montagna della Regione Piemonte -. Conosco le nostre montagne: abbiamo comprensori sciistici di fama mondiale accanto a valli e borghi da riscoprire che pagano lo spopolamento. Durante i primi mesi del mio mandato ho visitato molte delle Unioni montane, incontrato i sindaci di piccoli Comuni e subito ho chiesto al settore Montagna di lavorare alla realizzazione di un’iniziativa che potesse aiutare i giovani a scegliere la montagna per viverci”.

Bando il 1 settembre

Il bando verrà pubblicato il 1° settembre su https://bandi.regione.piemonte.it e all’inizio di novembre verrà aperta la piattaforma per le domande; per presentarle ci sarà tempo fino a tutto dicembre 2021

Botteghe dei servizi, altro bando

Una misura che non resterà isolata e che si aggancia in modo sinergico ad un altro bando che la Regione Piemonte lancerà in autunno per incentivare la nascita delle “botteghe dei servizi” con specifici contributi per sostenere le attività nei territori montani che offrono servizi alla cittadinanza.

In tutto sono 465 i Comuni montani del Piemonte con meno di 5.000 abitanti protagonisti del bando (48 in provincia di Alessandria, 12 in provincia di Asti, 48 in provincia di Biella, 132 in provincia di Cuneo, 3 in provincia di Novara, 132 in provincia di Torino, 66 nel Verbano-Cusio-Ossola, 24 in provincia di Vercelli). Consulta l’elenco

I nati a partire dal 1955 e punteggi premianti

Possono presentare la domanda i nati a partire dal 1955 e, per fare in modo che al bando aderiscano soprattutto i giovani, i nati dopo il 1980 riceveranno un punteggio più alto.

Punteggio premiante anche per gli interventi effettuati in un Comune ad alta marginalità, l’attività lavorativa esercitata in un paese montano oppure in smart-working almeno al 50% nell’abitazione per la quale si chiede il finanziamento, un Isee uguale o inferiore a 20.000 euro, almeno un figlio di età uguale o inferiore a 10 anni che avrà residenza e dimora abituale nell’immobile acquistato.

Punti in più anche per recuperi realizzati con soluzioni architettoniche e paesaggistiche previste dalla Regione Piemonte e per l’utilizzo dei materiali tipici del paesaggio alpino piemontese, ma anche se l’incarico dei lavori viene dato ad imprese con sede legale in un Comune montano piemontese.

Per beneficiare dei contributi

Per beneficiare dei contributi occorre essere titolari del diritto di proprietà, oppure impegnarsi ad acquisire un diritto di proprietà, di un’unità immobiliare ad uso residenziale censita catastalmente nel territorio dei 465 Comuni interessati e trasferirvi la propria residenza e dimora abituale per dieci anni. In caso di contributo relativo all’acquisto, l’atto di compravendita dovrà essere stipulato entro 6 mesi dalla data di approvazione della graduatoria, mentre i lavori di recupero del patrimonio esistente dovranno essere ultimati entro 18 mesi. La rendicontazione dovrà essere trasmessa, invece, entro 3 mesi dalla conclusione dei lavori di recupero, ovvero dalla stipula dell’atto di compravendita.

Daniela Majrano, sindaco di Viù. «Portiamo in Valle cittadini convinti della scelta»

Le polemiche si sprecano, perché,  come al solito, nulla viene più  recepito in un’ottica positiva. Il provvedimento di per sé  muove da una visione prospettica, riportare in montagna famiglie giovani, offrendo loro un aiuto per acquistare e ristrutturare una casa. Per cogliere questa opportunità sono necessarie alcune condizioni soggettive e oggettive. 

Quelle soggettive sono legate evidentemente al lavoro di ognuno (smart working, almeno parziale, scelta di un nuovo campo lavorativo o di una nuova sede di lavoro), quelle di carattere oggettive si legano soprattutto ai servizi sul territorio, non sempre rispondenti alle aspettative di chi è  abituato alla vita in città. Diciamo però  che,  su questo fronte, le Valli di Lanzo potrebbero trovarsi in leggero vantaggio, con il decollo del progetto Aree Interne, in parte incentrato proprio all’incremento dei servizi.

Non mancano, da ultimo,  le polemiche della popolazione già  insediata in montagna, che non comprende perché vengano premiati i nuovi arrivati anziché  aiutati i già  residenti. Personalmente ritengo che si tratti di un’opportunità da “governare”; dopo i confinamenti, che hanno messo in luce i limiti della vita cittadina e con i cambiamenti climatici  che quest’anno abbiamo pesantemente avvertito,  la montagna, che come spesso abbiamo detto, non è  un parco-giochi, offre una possibilità di vita diversa.

Certo bisogna entrare nello spirito autentico di questo nuovo ambiente, cercare di comprenderne le dinamiche e diventarne parte attiva, in spirito di vera collaborazione.  Già  con il 110% qualche cambiamento lo abbiamo visto; ho cittadini non residenti che, a ristrutturazione ormai completata, stanno pensando di trasferirsi. Il provvedimento regionale garantisce una chance ulteriore, ma, come dicevo, se la si governa bene, può interagire con aree interne e rafforzarne i risultati. Che la montagna abbia bisogno di nuova linfa è innegabile, l’importante è portare in montagna cittadini convinti della loro scelta.

Gianni Castagneri, sindaco di Balme. «Colpire il fenomeno delle residenze fittizie»

«È positivo che ci sia un’attenzione nei confronti di coloro che effettivamente vogliano trasferirsi stabilmente in montagna.  Sarebbe però opportuno incentivare intanto coloro che già ci vivono con misure e fiscalità agevolate. E poi colpire il grave fenomeno delle residenze fittizie, che di fatto contribuiscono ad impoverire ancora di più le piccole realtà».

Davide Eboli, sindaco di Ceres. «Per prima cosa migliorare i trasporti»

«Mi sembra una buona iniziativa. Si tratta di un segnale che qualcosa si sta muovendo. Noi ora abbiamo anche la fibra, quello che manca sono i servizi di trasporto, se si riesce ad arrivare in un’ora a Torino dalle Valli l’utenza qui aumenterebbe sicuramente. Bisognerebbe agevolare e usufruire del trasporto su rotaia e liberare in questo modo la provinciale. Questo sarebbe anche d’aiuto per altri servizi essenziali come scuola e sanità. Speriamo che si vada nell’ottica di capire che in montagna c’è una vita più salutare e tranquilla e che qui ci si sta attrezzando per poter avere tutti i comfort per poterci vivere e soprattutto lavorare».

Franca Vivenza, sindaco di Cantoira. «Può diventare anche un aiuto per recuperare il patrimonio edilizio»

«Sicuramente è un’iniziativa positiva. Può trasformarsi in un incentivo per recuperare anche quel patrimonio edilizio che altrimenti andrebbe abbandonato o deteriorato. Si tratta anche di un modo per contrastare l’abbandono dei Comuni di montagna collocati più in alto. Certo quel che bisognerà evitare saranno proprio le operazioni di tipo speculativo. È necessario che in montagna venga ad abitarci chi realmente lo desidera».