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Natura, eventi, territorio

Il 152° volume della Collana editoriale della Società Storica Valli di Lanzo “Nevi perdute”, a cura di Aldo Audisio verrà presentato sabato 14 all’albergo Nei e Soleil di Usseglio

DiElena.Caligiuri

Gen 4, 2023

USSEGLIO – La Società Storica delle Valli di Lanzo, in piena stagione invernale, esce con Nevi perdute. Scenari sciistici delle Valli di Lanzo, 152° titolo della Collana editoriale. Il libro è frutto di un lungo e articolato lavoro curato da Aldo Audisio (presidente della Società dal 1978 al 1994 e attuale presidente onorario, nonché direttore del Museo Nazionale della Montagna di Torino dal 1978 al 2018), con alcuni suoi testi nel progetto egli ha coinvolto altri otto autori, per un totale di tredici contributi e un’appendice. Nevi perdute è un titolo con connotazioni tutt’altro che negative: «sono vicende recenti delle nostre valli, sono sogni di abitanti locali e di villeggianti che hanno creduto nei loro progetti, che hanno combattuto confrontandosi con la quotidianità della gestione e con la cronica (e sempre evidente) carenza di precipitazioni, sono avventure, positive o difficili, di tante persone che hanno scritto con il loro impegno tante storie», annota il curatore Audisio. A lui si affianca l’affermazione di Michele Vietti, presidente della Società Storica delle Valli di Lanzo: «si tratta di eventi che hanno segnato la storia locale e che hanno comportato profusione di risorse economiche e personali, passioni, iniziative imprenditoriali e valorizzazioni del territorio».
La presentazione al pubblico si terrà sabato 14 gennaio alle ore 16 in un luogo decisamente
inusuale – scelto in linea con lo spirito che ha caratterizzato tutte le fasi del lavoro in continuo confronto con il territorio, con evidente attenzione alle realtà locali –, le sale dell’Albergo-Ristorante Nei e Soleil a Usseglio – Pian Benot, cuore della stazione che quest’anno compie cinquant’anni di ininterrotta attività. Il libro verrà illustrato da Leonardo Bizzaro (per decenni giornalista del quotidiano “La Repubblica” e storico dello sci) e Gianni Giacomino (cronista de “La Stampa” ).
L’opera rappresenta uno sforzo importante e innovativo nel panorama editoriale della Società Storica delle Valli di Lanzo; bastano pochi numeri per far comprendere la portata dell’impegno: 288
pagine; 225 illustrazioni in bianco/nero e a colori, provenienti da 50 archivi/collezioni; 100 testimoni informatori che hanno aggiunto i loro “ricordi” per completare e rendere più vive le vicende
narrate. È la storia di circa 70 impianti (seggiovie e sciovie di ogni tipo) – realizzati, ricostruiti,
spostati, modificati o abbandonati – localizzati in 10 comuni, con i dati tecnici (e di funzionamento)
raccolti in specifici prospetti. Sono notizie che stupiscono anche chi ben conosce il comprensorio
vallivo. Parallelamente, viene ampiamente ricordata l’attività sportiva e agonistica, con continui
riferimenti a spunti di vita quotidiana. Come sottolinea il presidente Vietti: «agli autori del volume va il merito di aver parlato del territorio e di averlo fatto parlare, di aver dotato il volume di un apparato
iconografico consistente e largamente inedito, di aver approcciato il tema con un taglio nuovo, che
proietta la valenza storica dello studio nel contemporaneo e nella dimensione locale».


Il “viaggio” parte da alcune considerazioni sulla Memoria che si dissolve: «lavorando per oltre due
anni, prima all’idea e in seguito alla realizzazione di Nevi perdute – afferma Audisio – mi sono reso
conto di quanto sia labile la reminiscenza dei tempi recenti. È forse più facile indagare su accadimenti lontani che riportare eventi vicini a noi, vissuti o sentiti raccontare da anziani o da persone da poco scomparse. All’inizio nessuno sapeva ricostruire questi fatti quotidiani o aveva vaghi ricordi. Poi, poco alla volta, aiutandosi con articoli di giornali, documenti d’archivio e materiali promozionali è stato
imbastito lo scheletro della ricerca, via via completato da informazioni, testimonianze dirette o indirette e, in particolare, verificando il tutto con molti controlli incrociati». Segue un’analisi sulle Nevi delle illusioni, che hanno entusiasmato l’intero arco alpino, in un testo d’inquadramento di Leonardo Bizzaro e Cecilia Carena; a quest’ultima si devono anche le mappe, in allegato, – realizzate con Ilaria Cazzola – che delineano le prospettive di nevi sulle Alpi.


I testi dei vari autori toccano diffusamente gli specifici Scenari sciistici delle Valli di Lanzo:

  • Viù, Alpe Bianca, il sogno infranto e la ricerca Colle del Lys, lo sci a scavalco delle valli, sono due
    contributi di Marino Periotto, prematuramente scomparso durante il completamento delle ricerche, a cui è dedicato il volume in suo ricordo.
  • Usseglio, La passione per lo sci e Pian Benot, un racconto di famiglia, di Aldo Audisio, autore anche della complessa indagine su Ala di Stura, Vicende ed entusiasmi invernali, località che ha la prerogativa di prima (per anno di realizzazione) stazione per lo sci alpino delle Valli di Lanzo.
  • Balme, Il fascino della neve e dello sci, di Gianni Castagneri, si apre a tanti avvenimenti sportivi che si sono susseguiti parallelamente all’alpinismo.
  • Un “momento” a parte è dedicato a Groscavallo, Chialamberto, Cantoira, A passo di fondo e discese diverse, con una puntuale ricerca dedicata all’intera Val Grande da Marco Blatto.
  • Esperienze decisamente minori, ma altrettanto affascinanti sono Mezzenile, Monti, Rangiroldo e altre storie e Monastero di Lanzo, Sistina, lo sci a balcone sulla pianura di Ezio Sesia e la ricerca su Corio, Piano Audi, l’ultima frontiera della neve di Claudio Baima Rughet.
  • I Ricordi di altri scenari, raccolti dal curatore Aldo Audisio, chiudono il libro: «Un ritorno ad “altri”
    ricordi è forse la migliore soluzione per concludere le vicende vissute nelle Valli di Lanzo. Oggi tutti sono con lo sguardo verso il cielo e attendono la neve. In passato non era così; si volgeva lo sguardo verso l’alto auspicando la fine di una catastrofica nevicata o sperando che le precipitazioni si placassero.
    Quello con la neve è comunque sempre stato un rapporto difficile, sia per la vita quotidiana che
    per la gestione di impianti e di attività sportive».
    L’apparato iconografico è parte dell’indagine. Le fotografie e i documenti attestano i momenti
    salienti, le trasformazioni ambientali e i personaggi protagonisti delle vicende trattate.
    L’edizione dell’opera è stata curata da Bruno Maria Guglielmotto-Ravet – consolidata garanzia del
    livello qualitativo raggiunto dalle pubblicazioni della Società – a cui si deve l’editing finale,
    l’impaginazione e la cura della stampa, oltre a importanti contatti e integrazioni di notizie.
    Il volume, ampiamente aperto al contemporaneo, non ipotizza soluzioni finali; non era la
    missione del progetto. La conclusione – riepiloga Audisio – resta comunque aperta: «Non c’è più spazio per avventurarsi oltre in “altri” scenari. A questo punto, dobbiamo solo pensare al futuro, un domani tutto da costruire su nuove basi. Poiché non esiste mai una conclusione, ma solo l’inizio di qualcos’altro».

Nevi perdute. Scenari sciistici delle Valli di Lanzo, che riveste un particolare interesse per la storia amministrativa e contemporanea della zona, è supportato dal contributo dell’Unione Montana Alpi Graie e dell’Unione Montana Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone e dal sostegno della maggior parte delle amministrazioni locali: Comuni di Ala di Stura, Balme, Cantoira, Chialamberto, Groscavallo e Usseglio, dall’associazione Amici di Forno Alpi Graie e dalla Pro Loco di Monastero di Lanzo.