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Natura, eventi, territorio

Inaugurate tre nuove aule green all’Istituto Federico Albert di Lanzo. Venerdì 5 maggio taglio del nastro dell’aula didattica dedicata a Giulio Regeni

DiElena.Caligiuri

Mag 2, 2023

LANZO – Leggere, studiare all’aria aperta, vivere ogni momento della nostra giornata a contatto con la natura. Venerdì 28 aprile l’istituto “Federico Albert” di Lanzo ha inaugurato tre delle 4 nuove aule green che permetteranno di svolgere lezioni all’aperto. Le tre aule didattiche sono state dedicate, con rispettiva targa, ad altrettanti grandi personaggi: Maria Montessori, Rita Levi Montalcini, Peppino Impastato.

Della professoressa Antonella Capurso la progettazione dei nuovi spazi didattici di cui ha seguito le procedure burocratiche fino all’allestimento.

Alcune classi di studenti avevano preparato una presentazione per ogni figura: la 1 e 2 A Scienze Umane su Montessori, sotto la supervisione della professoressa D’Ambrosio, la VA Linguistico con la professoressa Di Mauro su Montalcini, le quarte Scienze Umane e il triennio del Liceo Economico Sociale con la professoressa Gambino su Impastato. Di particolare impatto il flash mob degli studenti sulla base di “I 100 passi” dei Modena City Ramblers, la canzone scritta e musicata da alcuni allievi, la lettera di uno studente.

Presenti all’inaugurazione il sindaco di Lanzo Fabrizio Vottero, l’assessore all’Istruzione Tina Assalto, il
presidente del Rotary Giovanni Caudera, il dirigente scolastico del “D’Oria” di Ciriè Mauro Masera.

Per venerdì 5 maggio è prevista l’inaugurazione dell’aula didattica dedicata a Giulio Regeni. Hanno contribuito alla buona riuscita dell’evento anche gli allievi dell’Alberghiero preparando il rinfresco finale e i ragazzi dell’Agrario tagliando l’erba dentro e intorno alle aule green.

Il dirigente scolastico Giorgio Vincenzo Minissale: ≪Maria Montessori, Rita Levi Montalcini, Peppino Impastato uniti dalla parola “speranza”≫

«Oggi – spiega il dirigente scolastico Giorgio Vincenzo Minissale – inauguriamo tre aule didattiche a tre grandi personaggi: Maria Montessori, Rita Levi Montalcini, Peppino Impastato. Di ognuno di
loro le studentesse e gli studenti ci diranno, io brevemente ho cercato una parola che potesse
rappresentarli tutti e tre e tra le tante ho scelto la parola SPERANZA.

La troviamo nella dedica a Maria Montessori: “Se ve’ per l’umanità una speranza, non potrà venire che dal bambino, perché in lui si costruisce l’uomo”. Speranza che viene diversamente coniugata da Rita Levi Montalcini quando afferma “Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella zona grigia in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva, bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi”. Per uscire dalla zona grigia in cui tutto è abitudine e rassegnazione la strada ce la suggerisce Peppino Impastato quando scrive: “Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con il loro squallore, da operazione speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è cosi, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”.

Tuttavia, a volte, la vita ci pone davanti a momenti tragici in cui rischiamo di perdere la SPERANZA , come è successo il 9 maggio del 1978 quando Salvo Vitale, un amico di Peppino Impastato, dai microfoni di Radio Aut diceva: “Stamattina Peppino avrebbe dovuto tenere il comizio conclusivo della sua campagna elettorale. Non ci sarà nessun comizio e non ci saranno più altre trasmissioni. Peppino non c’è più, è morto, si è suicidato. No, non sorprendetevi perché le cose sono andate veramente così. Lo dicono i
carabinieri, il magistrato lo dice. Dice che hanno trovato un biglietto: “voglio abbandonare la politica e la
vita”. Ecco questa sarebbe la prova del suicidio, la dimostrazione. E lui per abbandonare la politica e la vita che cosa fa: se ne va alla ferrovia, comincia a sbattersi la testa contro un sasso, comincia a sporcare di sangue tutto intorno, poi si fascia il corpo con il tritolo e salta in aria sui binari. Suicidio. Come l’anarchico Pinelli che vola dalle finestre della questura di Milano oppure come l’editore Feltrinelli che salta in aria sui tralicci dell’Enel. Tutti suicidi. Questo leggerete domani sui giornali, questo vedrete alla televisione. Anzi non leggerete proprio niente, perché domani stampa e televisione si occuperanno di un caso molto importante. Il ritrovamento a Roma dell’onorevole Aldo Moro, ammazzato come un cane dalle brigate rosse. E questa è una notizia che naturalmente fa impallidire tutto il resto. Per cui chi se ne frega del piccolo siciliano di provincia, ma chi se ne fotte di questo Peppino Impastato. Adesso fate una cosa: spegnetela questa radio, voltatevi pure dall’altra parte, tanto si sa come vanno a finire queste cose, si sa che niente può cambiare. Voi avete dalla vostra la forza del buonsenso, quella che non aveva Peppino. Domani ci saranno i funerali. Voi non andateci, lasciamolo solo. E diciamolo una volta per tutte che noi siciliani la mafia la vogliamo. Ma no perché ci fa paura, perché ci dà sicurezza, perché ci identifica, perché ci piace. Noi siamo la mafia. E tu Peppino non sei stato altro che un povero illuso, tu sei stato un ingenuo, sei stato un “nuddu miscato cu niente”.

Ma la disperazione svanisce e quello che rimane è la SPERANZA custodita dalla forza dei nostri valori, come dice ancora la Montalcini: “Hitler e Mussolini mi dichiarano di razza inferiore. A sostenermi nei tragici momenti della persecuzione sono stati la fiducia e l’ottimismo in me naturali. Mi hanno portato a non perdere la SPERANZA, a vivere con serenità anche i momenti difficili”. E concludo, care studentesse e studenti, con un’altra frase di Rita Levi Montalcini “ La vita vale se crediamo nei valori etici, basati sulla cultura e sulla conoscenza. Tutto si può superare, anche i momenti tragici, se crediamo nei valori. Ai giovani dico credete nella cultura, ciò che rende la vita degna di essere vissuta è aiutare il prossimo e superare le difficoltà personali”.