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Natura, eventi, territorio

La Cisrà, una minestra da condividere, buona e che fa del bene. Raccolti circa 1400 euro per “Un ponte per un sorriso”

DiElena.Caligiuri

Mag 19, 2024

LANZO – Il profumo che si insinua fra le chintane e porta i passanti fin dentro la Casa dei Ceci, la lunga veglia, i sacchi di ceci lì pronti ad essere aperti e buttati nei pentoloni a mezzanotte, poi l’attesa, il lavoro, l’attenzione. Fino all’alba. Nasce così la Cisrà, la minestra della tradizione che coinvolge un intero paese. Un evento iniziato giovedì 16 con la cena a tema organizzata dagli studenti del corso di enogastronomia dell’I.I.S. F. Albert, nella sala ristorante dell’Istituto. Il giorno successivo i volontari delle diverse associazioni lanzesi si sono dati appuntamento nei locali delle suore Albertine per pulire e preparare le verdure. Nel cortile i profumi e i colori delle erbe aromatiche, si sono mescolati alla voglia di stare insieme, ai ricordi delle passate edizioni e alla consapevolezza di contribuire a creare pentole ricche di emozioni. E di pazienza. Perché tutti gli ingredienti dovranno cuocere per una notte intera, dando vita appunto alla grande veglia lanzese.

E mentre nei pentoloni tutto iniziava a ribollire, sabato gli appuntamenti sono proseguiti presso la Chiesa Parrocchiale San Pietro in Vincoli con il concerto del coro NEW ALVEO CHOIR che ha presentato i “MERAVIGLIOSI ANNI 60”. Tanti gli applausi e i bis richiesti per la corale di Ceretta di San Maurizio che ha coinvolto il pubblico con allegria e animazione.

Poi tutti giù, verso le caratteristiche Coste, per raggiungere la casa dei Ceci e vedere la continuazione della cottura della Cisrà e dei suoi cento chili di ceci. Un momento di festa per grandi e piccoli, un’attesa che incuriosisce e affascina, anche per la sua storia. ≪Una storia – spiega il sindaco di Lanzo Fabrizio Vottero – che trae origine dal lascito di Giuseppe Allemano, un mercante di Viù, ma residente a Lanzo, che volle che i poveri del paese potessero sfamarsi. Nel 1728 lasciò cosi per testamento la rendita annuale di un capitale di 2mila lire perché si formasse una confraternita “per l’accompra et distributione di tanti ceci conditi alli poveri”.

Così da allora la tradizione si rinnova e la Cisrà unisce e coinvolge tutto il paese. Colgo anche l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno partecipato e tutti i volontari che collaborano per continuare a proseguire quest’importante tradizione≫. Ecco che domenica finalmente la CASA DEI CECI torna ad animarsi e, dopo la benedizione, si procede alla distribuzione della zuppa. Quest’anno poi, per pranzo, in Piazza Albert, in cinquanta hanno avuto la possibilità di mangiare la tradizionale minestra e nel pomeriggio ancora un momento musicale con il concerto del gruppo “For every Age”, il coro che anima la messa delle 10 in parrocchia. ≪Una novità e un piacevole momento di condivisione – conclude il sindaco – il ricavato delle offerte, inoltre, circa 1400 euro, verrà devoluto al progetto “Un ponte per un sorriso” che da anni contribuisce ad aiutare chi è in difficoltà. Perché la Cisrà è la minestra dal profumo avvolgente buona e che fa del bene≫.

(Foto di Rosa Fragapane. Giuseppe De Troia, Giacomo Pessarossi)