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Il mercato di Lanzo ora è nell’Elenco regionale dei “mercati di valore storico e di tradizione”

DiElena.Caligiuri

Giu 5, 2024

LANZO – 805 anni; più di 1600 fiere mercato; circa 42 mila giorni di contrattazioni. I banchi del mercato di Lanzo, hanno iniziato a segnare la storia economica e sociale della città ben 130 anni prima della costruzione della Torre di Challant e 159 anni prima della fondazione del famoso Ponte del Diavolo.

Motivi che hanno determinato l’inserimento del mercato di Lanzo Torinese nell’Elenco regionale dei “mercati di valore storico di tradizione” e dei “caffè storici” del Piemonte. La “promozione” che rappresenta una certificazione di straordinaria importanza sociale ed economica per la città è arrivata lo scorso 14 maggio con una determina dirigenziale del settore cultura e commercio della Regione Piemonte. Nello specifico, il mercato di Lanzo del martedì è stato inserito insieme ad altri quindici nella sottosezione dell’Elenco dei mercati di valore storico di tradizione.

≪Il riconoscimento – commenta il Sindaco di Lanzo Torinese Fabrizio Vottero che si è attivato nei mesi scorsi insieme a tutta la giunta comunale per l’accreditamento ai sensi della legge regionale 28/1999 – giunge a 805 anni dalla istituzione del mercato settimanale di Lanzo, avvenuta nel lontano 1219, e conferisce particolare prestigio al mercato cittadino che si trova adesso nella stessa gold list insieme ai mercati torinesi di piazza della Repubblica, piazza Carlina, piazza Madama Cristina e della Crocetta, ma anche dei mercati settimanali di Cirié, Chivasso, Casale Monferrato, Carmagnola e Moncalieri≫.

La Città di Lanzo Torinese, nella sua millenaria storia, vanta tra gli altri, un raro primato: quello di essere sede, in modo continuativo, da più di 800 anni, di un mercato che si svolge nella giornata del martedì e che da sempre favorisce lo sviluppo dell’economia locale rafforzando, al contempo, i rapporti sociali tra i valligiani.

Nel celebre volume “Lanzo – Studio storico” di Leopoldo Usseglio (ed. L. Roux e C. – 1887), uno dei testi fondamentali per ricostruire il passato di Lanzo e delle sue Valli, viene indicata la data istitutiva di questo mercato: “troviamo […] in data 15 gennaio 1219, una carta con cui il Vescovo Giacomo concede in beneficio […] di fare mercato in Lanzo ogni martedì e riserva per sé la terza parte del mercato et omnium proventum […]”. Si tratta del Vescovo-Conte di Torino; la concessione viene fatta ai Signori di Lanzo: Abbone, Ranco, Giovanni e Giacomo del fu Bertoldo (rif. “Notizie delle Valli di Lanzo” di Giacomo e Pasquale Milone, Tipografia Palatina, Torino, 1911).

Successivamente, “il 9 agosto 1272, da Cirié il Marchese Guglielmo [di Monferrato] ordinava che mercatum Lancei quod fit in Lanceo quolibet die martis et etiam aliis diebus fieri debeat perpetuo et in perpetuum ab hodie in antea in burgo novo a porta volta superius”.

Citando altri documenti custoditi all’Archivio di Stato di Torino e certamente meritevoli di futura consultazione, Usseglio evidenzia in una nota che il mercato – nel Medioevo – risultava di fatto svolgersi ben due giorni a settimana, il martedì e il sabato (essendosi, quindi, aggiunto il sabato all’originaria giornata di martedì).

Con riferimento al “Dizionario geografico-storico degli Stati di S.M. il Re di Sardegna” di Goffredo Casalis, 1841-1856, si apprende invece che, nell’Ottocento, i mercati sono ancora due, ma “si fanno ne’ giorni di martedì e di venerdì”, anche se “quello del martedì è il più frequentato”. Casalis ricorda, inoltre, che in Lanzo si svolgono due fiere “in ciascun anno”: “la prima ricorre il 5 di maggio; la seconda il 14 settembre”, una tradizione immutata a tutt’ora, dopo secoli (la fiera di primavera si svolge oggi il secondo lunedì di maggio e il terzo lunedì di settembre).

Casalis evidenzia che tanto “sulle fiere quanto sui mercati si mettono in vendita bestie bovine, cereali, butirro, caci, frutta, trote, augelli, pollame, patate, castagne, olio di noci, carbone, chiodi, serrature, più sorta di utensili in ferro, streghie, filo di canapa, tela, cuoi, cune pei bambini, bottini di legno e parecchi altri oggetti che si fabbricano in Viù” e precisa che si “adoperano i pesi e le misure come nella capitale [Torino]”.

La presenza di un mercato settimanale dimostra sin dalla sua costituzione la grande importanza del Borgo di Lanzo al quale certamente accorrevano gli abitanti delle Valli e, di conseguenza, la loro dipendenza dalla nostra Città (ancora a tutto il Cinquecento, “i provenienti dalla pianura nessun mercato potevano fare con i valligiani fuori che sul mercato di Lanzo”).

La storia del quasi millenario mercato di Lanzo si sarebbe legata per secoli alla centralissima piazza Gallenga come ben dimostra un documento custodito presso l’Archivio storico Valli di Lanzo, datato 24 maggio 1808, risalente al periodo della Repubblica Cisalpina. La piazza, al tempo, era ancora denominata della Frascata, in omaggio alla celebre visita di Emanuele Filiberto di Savoia del giugno 1561.

Il progetto, sviluppato in pianta, propone una definizione dei “quadri ovvero delle piazze per il Mercato”. Si contano ben 75 postazioni di vendita, evidentemente essenziali e questo rende evidente la relativa povertà o quantomeno l’esiguità dei beni che venivano venduti, contenuti forse in piccole ceste. Una riproduzione della pianta napoleonica è stata posta l’11 maggio 2019 in piazza Gallenga a cura del Comitato Ponte del diavolo, in occasione dei festeggiamenti per i primi 800 anni del mercato cittadino.

Nella piazza del mercato vi era anche la “casa comunale”: il 18 aprile 1780 viene, infatti, istituita la prima sede del Comune di Lanzo nei locali al piano terra e primo piano oggi in uso al Comitato Ponte del diavolo; i locali servivano inizialmente per riporvi l’Archivio comunale precedentemente tenuto presso la sacrestia parrocchiale. Sempre in piazza erano presenti la prima farmacia di Lanzo (Pietro Barberis, 1696), un pozzo per la presa dell’acqua e persino un forno comunale (1776), nei locali dove ancora oggi opera il pastificio Bellezza-Rapelli (in pianta indicata come casa del signor Giuseppe Tesiore) completano la visione di piazza Gallenga come di una sorta di antica Agorà: un luogo di assoluta centralità nella vita politica, sociale ed economica della Città di Lanzo. Un luogo di transito obbligato, di incontri e relazioni ad ogni livello, di scambio delle merci (dal bestiame alle uova, dagli ortaggi al sale) e anche, in parte, della loro trasformazione (si pensi al forno per il pane rispetto al grano).

Questo era, quimdi, il mercato di Lanzo fino almeno a tutto l’Ottocento. Successivamente esteso da piazza Gallenga alle adiacenti vie Cibrario e Diaz, il mercato di Lanzo, pur svolgendosi sempre nel giorno di martedì, sarebbe stato trasferito nel 1985 in piazza Rolle, via Umberto I e piazza Allisio dove ancora oggi si tiene, mentre un mercato contadino che si svolge la mattinata del sabato ha ripreso negli ultimi dieci anni l’antica tradizione della seconda giornata di mercato lanzese.