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Natura, eventi, territorio

A Lemie successo per il libro su don Luigi Caccia

DiElena.Caligiuri

Giu 26, 2024

Di Danilo Balagna Dena

LEMIE – Nel pomeriggio di sabato 22 giugno, presso il salone Polivalente di Lemie, è stato presentato il libro “UN PARROCO CHE SI FECE RICORDARE – Il mandato sacerdotale di don Luigi Caccia a
Lemie” di Danilo Balagna Dena edito da Baima & Ronchetti.
≪L’idea della formulazione di un libro – spiega Balagna Dena -mi venne nell’autunno 2019, dopo la presentazione del volume tratto dal diario di don Pacotti, un parroco di Lemie di metà ‘800. Per questo libro, edito dalla Società Storica delle Valli di Lanzo, io scrissi il capitolo “Don Pacotti, agricoltore, allevatore, apicoltore”, nonché parecchie note per dare dei chiarimenti su toponimi del territorio, su termini dialettali, su attività e attrezzature di quei tempi nonché su tipologia di erbe e piante menzionate nel diario. Effettivamente don Pacotti fu un parroco molto attento e preciso che con il suo diario ancor
oggi sappiamo di importanti fatti del territorio come valanghe e nevicate eccezionali, rilevanti
malattie che mietevano molte vittime, tipologia di coltivazioni ed anche come si nutrivano le
persone. Naturalmente nella presentazione del volume emerse quanto fu degno di considerazione e
lode questo parroco di metà ‘800 ma, pensandoci bene, mi venne in mente quanto altrettanto
meritorio fosse don Caccia. Si, perché anche don Caccia, compilando un dettagliato diario, scrisse
sui bollettini parrocchiali tutte quelle informazioni e caratteristiche del territorio come già fece don
Pacotti, mettendo nero su bianco il tutto, circa centoquaranta anni prima. Questo raffronto, tra i due
parroci di Lemie, mi portò subito a elencare tutto quanto realizzò don Caccia durante il suo mandato
sacerdotale in paese e pensare se anche lui non fosse così lodevole di un ricordo come un libro.
Incominciai a scrivere il perché don Caccia meritava una memoria e queste righe, dopo modifiche
varie, divennero il primo capitolo del libro a lui dedicato.
Della mia intenzione di scrivere un libro su don Caccia ne parlai subito con l’allora Sindaco di
Lemie Giacomo Lisa il quale, essendo favorevole all’iniziativa, mi disse di organizzare un incontro
con la Giunta Comunale e i potenziali attori di questo progetto, per analizzare la fattibilità della
realizzazione. Per via dell’emergenza sanitaria del Covid19 l’incontro si fece solo nell’estate 2020 e
il vero inizio dei lavori avvenne a inizio 2022, anche se avevo già delle bozze per alcuni capitoli e
lo schema delle modalità di stesura del libro. Per i primi approcci concreti su come sviluppare in
volume mi feci dare una mano dall’amico Alberto Gallo, anche lui di origini lemiesi da parte
materna. Con Alberto andammo all’Archivio Arcivescovile a cercare dei dati su don Caccia per
avere informazioni sui suoi passaggi dopo il Seminario sino all’arrivo a Lemie come parroco. Andai
ancora altre volte all’Archivio Arcivescovile per ulteriori indicazioni, per consultare i bollettini
parrocchiali scritti dal sacerdote e per avere dei dati sui suoi studi in Seminario. Un importante
contributo per informazioni, dati, documenti e fotografie della famiglia del parroco mi venne da
Giovanni Caccia, nipote del sacerdote. Avevo già tanto materiale per scrivere il libro, ma non
potevo fare a meno di scrivere un capitolo sull’importante mandato di don Caccia a Rivalta. Con
qualche telefonata venni a conoscere Gino Gallo un rivaltese appassionato della storia del suo paese
che ben conobbe don Luigi. Gino Gallo mi predispose il capitolo di don Caccia a Rivalta con l’aiuto
di Giulio Pedrani, anche lui interessato e attento cultore della storia locale. Con il sostegno di
Luigina Borla per il capitolo su Usseglio e di Cinzia Bertolo per il capitolo su Col San Giovanni
riuscii a descrivere fatti e informazioni sui mandati di don Caccia in queste altre due parrocchie
della Val di Viù. Ovviamente nello schema elaborato per il libro avevo pesato ad un capitolo
sull’approccio di don Caccia con le opere d’arte presenti nelle chiese di Lemie e in questo caso mi
venne in soccorso uno stimato amico: il prof. Gian Giorgio Massara, noto esperto d’arte di origini
materne lemiesi, che con don Caccia ebbe un buonissimo rapporto di amicizia. Possedendo tutto
quanto suddetto e avendo individuato gli autori per i vari specifici capitoli mi consultai con
Alessandro Mella, che sul libro ha curato la postfazione, per avere un consiglio su una casa editrice il quale, senza esitare, mi presento all’editore Baima & Ronchetti. Così nacque il libro su don
Caccia!


La presentazione del libro la pianificai quasi prima di iniziare a scrivere il libro in quanto volevo che questo evento accadesse a Lemie sabato 22 giugno 2024, ovvero nel giusto giorno in cui don
Caccia avrebbe dovuto compiere 100 anni, essendo nato a Settimo Torinese il 22 giugno 1924. E
così è stato rispettando quanto programmato!
A metà maggio 2024 ho iniziato a pubblicizzare l’evento della presentazione del mio libro su don
Caccia sia attraverso i social, sia con il tradizionale metodo delle locandine su bacheche, locali
pubblici e chiese dove il parroco era conosciuto.
La presentazione ha avuto un importante successo di pubblico, di vendite del libro e di
congratulazioni agli autori. Pressoché ogni anno, il Gruppo Alpini Lemie organizza la presentazione
di un libro (in particolare a fine settembre durante la festa patronale di San Michele) inerente al
territorio o di autori legati al paese, ma la numerosissima presenza di pubblico verificatasi per il
volume su don Caccia non si era mai vista prima. Molto probabilmente il positivo ricordo che lasciò
don Luigi, con quanto fece nelle parrocchie dove svolse i suoi mandati, è stato l’ingrediente
principale per l’interesse al libro e all’incontro con gli autori.
A Lemie don Caccia ha saputo farsi voler bene dai residenti e villeggianti. È stato apprezzato per le
dettagliate notizie che riportava sui bollettini parrocchiali, come il diario meteorologico, fatti ed
eventi importanti del territorio, ma soprattutto fu gradito il suo interessamento per le strutture e
manutenzioni straordinarie delle chiese del paese nonché per i numerosi interventi di restauro delle
opere d’arte presenti nelle chiese stesse. Fu stimato per la diligente descrizione di fatti storici o
motivi delle tradizioni che ricavò da attente ricerche negli archivi parrocchiali e comunali. Si può
dire che tutto quello che realizzò don Luigi durante il suo mandato ebbe successo perché per lui era
un dovere svolto con la massima passione e cura. In buona sostanza per tutto quanto confezionò
durante la sua missione il ricordo di don Caccia è diventato indelebile con naturalezza.
Alla prestazione del libro era presente il Vescovo Ausiliare della Diocesi di Torino monsignor
Alessandro Giraudo, il quale sul volume ha curato l’introduzione. Il Vescovo durante il suo
intervento ha sottolineato l’importanza che ha avuto don Caccia in una piccola comunità come
quella di Lemie e ha raffrontato l’attuale insignificante, in termini numerici, vocazione
ecclesiastica, rispetto al 1947 quando don Luigi fu ordinato sacerdote. In effetti don Luigi fu
ordinato sacerdote il 29 giugno 1947, nel Duomo di Torino dall’Arcivescovo Maurilio Fossati,
assieme ad altri quarantuno preti: a quei tempi non si poteva giustamente parlare di mancanza delle
vocazioni! Durante la presentazione del libro Caterina Calza e Alessandro Mella, che
rispettivamente hanno curato la prefazione e la postfazione del volume, intervallandosi hanno
dialogato con gli autori per avere chiarimenti, dettagli e spiegazioni su quanto scritto, al fine di
avere una giusta fotografia di don Caccia sacerdote e uomo.
Anche le vendite del volume sono andate per il meglio, comprese quelle del libretto “Asterischi
Lemiesi” scritto da don Caccia nel 2000 come strenna per i parrocchiani e fatto ristampare dal
Comune di Lemie in copie anastatiche. Il libro su don Caccia è stato possibile realizzarlo con il
sostegno del Comune di Lemie, del Gruppo Alpini, della Pro Loco e dell’AVA (Associazione Valori
Alpini della Sezione ANA di Torino) e l’intero ricavato dalle vendite sarà devoluto al restauro della
facciata del Santuario della Madonna degli Olmetti di Lemie dedicato alla Natività di Maria. Un
Santuario a cui Don Caccia fu particolarmente legato anche se per lui e per tutta la Comunità della
val di Viù, questa chiesa ha creato un grade rammarico per gli oltre venti furti che ha subìto.

Traendo le conclusioni, credo sia stato giusto scrivere quanto fece don Caccia perché con l’avanzare
degli anni le memorie non svaniscono, ma si allontanano e diventano sempre più annebbiate non
permettendo di vedere tutti i dettagli. Nel nostro caso si tratta dettagli utili ad identificare il giusto
pensiero su chi fu e quante cose buone realizzò don Caccia. Sono ovviamente di parte e non ci si
deve lodare da soli, ma in definitiva abbiamo parlato di un buon libro, una presentazione di
successo e il ricavato dalle vendite del volume destinato a un nobile scopo>>!