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Natura, eventi, territorio

“Sulla strada di Fratel Teodoreto”: futuro delle aree interne e delle terre alte

DiElena.Caligiuri

Set 24, 2026

Il 29 settembre 2026, a Casa San Giuseppe di Pessinetto, si svolgerà la quarta edizione di “Sulla strada di Fratel Teodoreto”, iniziativa promossa da Perlacultura APS per riflettere sul futuro delle aree interne e delle terre alte attraverso educazione, memoria, legalità, cultura, cura del territorio e reti comunitarie.
Al centro la figura del Venerabile Fratel Teodoreto Garberoglio, educatore e religioso lasalliano, la cui esperienza richiama un’idea di formazione come servizio alla persona alla comunità. Con la creazione della ‘Casa di Carità Arti e Mestieri’, la sua intuizione di allora, della formazione professionale come strumento di crescita e di emancipazione, diventa oggi occasione per interrogarsi su come rendere le montagne territori vivi, abitati e capaci di futuro.
La storica Casa San Giuseppe, già utilizzata dai Fratelli delle Scuole Cristiane, è al centro di un percorso di recupero e rilancio per farne un luogo di accoglienza, cultura, socialità e turismo solidale e comunitario.
La giornata, che comprende incontri, testimonianze, momenti culturali, valorizzazione dei prodotti locali e la consegna del Premio Culturale “1° Sigillo Fratel Teodoreto”, intende mettere in evidenza la necessità di partire dal basso e costruire reti ampie tra comunità, associazioni, imprese e istituzioni.
«Bisogna partire dalle comunità – sottolinea Loredana Bulco Molinari, presidente di Perlacultura e infaticabile anima del recupero e della nuova vita di Casa San Giuseppe – richiamando la necessità di creare condizioni concrete per restare, vivere e lavorare nelle terre alte». Una prospettiva che, sottolineano i promotori, dialoga con molte delle proposte di Uncem sui servizi essenziali, le economie locali, la cooperazione tra Comuni e il protagonismo delle comunità montane.
La Santa Messa delle 12.30 sarà celebrata in suffragio del Venerabile Fratel Teodoreto Garberoglio, di Mons. Cesare Nosiglia e dell’amico Gianfranco Molinari.
Quindi una giornata per affermare che le aree interne e le terre alte non sono periferie da assistere, ma comunità da mettere nelle condizioni di generare futuro.