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Natura, eventi, territorio

Catalogati i campanili nelle Parrocchie di Ceres e Cantoira

DiElena.Caligiuri

Ott 24, 2022

VALLI – Il suono delle campane continua ad incuriosire. Sabato 22 ottobre c.a. l’associazione torinese “CampaneTo”, gruppo per la tutela e la valorizzazione del patrimonio campanario torinese, ha effettuato la catalogazione dei concerti di campane presenti nelle parrocchiali di Cantoira e Ceres.

≪Il nostro gruppo opera in collaborazione con la Diocesi di Torino e negli ultimi anni sta portando avanti un progetto riguardante il censimento di tutti i concerti campanari della diocesi annotando per ogni campanile il numero di campane, le iscrizioni, le dediche presenti sui bronzi, le note e le suonate tradizionali del territorio. Nel mese di agosto erano già stati catalogati i campanili di Balme e Ala di Stura.

Oltre al censimento dei singoli bronzi in diversi campanili della diocesi di Torino sono state reinserite le melodie tipiche della zona andate perse negli anni ’80 con l’elettrificazione dei vari concerti e con il venir meno dei campanari locali. Per ogni insieme di campane si studia la musicalità e si cerca di proporre combinazioni di suoni e inni sacri che valorizzino pienamente l’armonia del concerto e siano conformi alle usanze liturgiche del luogo.

Nella torre della parrocchiale di Cantoira è presente un concerto di tre campane: il campanone, nota FA, peso 700 kg, è stato fuso nel 1782 dal fonditore Giovanni Chianale, già noto in valle per aver fuso la campana maggiore di San Nicolao in Coassolo e di San Vincenzo in Nole Canavese. Sul bronzo è riportata l’iscrizione latina “Laudo Deum vero, plebem voco, congrego clerum, defunto ploro, pestem fugo, festa decoro” (lodo il vero Dio, convoco il popolo, raduno il clero, piango i defunti, metto in fuga l’epidemia, rallegro la festa). Al di sotto dell’iscrizione sono riportate le immagini dei patroni Santi Pietro e Paolo, della Madonna Assunta e della Crocifissione. La seconda campana invece è stata fusa nel 1860 e suona la nota Si bemolle. Reca impressa l’iscrizione “Iesus vincit, regna, imperat” (Gesù vive, regna, governa) ed è dedicata alla Madonna e a Santa Cristina. Reca impresse le immagini della Vergine Assunta, di Santa Cristina e di San Giuseppe. La terza campana, più piccola e più antica, venne fusa nel 1732. È dedicata alla Madonna ed era utilizzata esclusivamente dalla parrocchia, come si legge dall’iscrizione latina “Ave Maria – sumptibus communitatis ad usu ecclesiae”. Le tre campane sono azionate da una moderna centralina a elettronica che assicura il suono quotidiano per l’angelus e i richiamo alle celebrazioni festive, solenni e funebri. Come spiega la sindaca Franca Vivenza “La torre è di proprietà comunale ma il suono delle campane è gestito dai volontari della parrocchia. Il comuna si occupa di suonare i segni funebri il giorno prima del funerale all’ora in cui verrà celebrata la funzione mentre il giorno delle esequie si suona il segno della celebrazione con la campana maggiore”. Le baudette tradizionali sono purtroppo andate perse e si spera nei prossimi mesi di poter ricostruire con le memorie storiche del luogo le linee melodiche che venivano suonate con le tre campane nei giorni solenni.

Invece nella parrocchiale dell’Assunta di Ceres è presente un singolare concerto di sette campane: la maggiore, nota Mi bemolle, è dedicata ai caduti della seconda guerra mondiale. Venne distrutta il 15 settembre del 1944 dai bombardamenti e rifusa nel 1945 grazie all’interessamento dei padrini Domenica Poma e Battista Drappero. La seconda campana, nota Sol, è sicuramente la più antica in quanto fusa nel 1838 dal fonditore torinese Domenico Aubert, noto in valli di Lanzo per aver fuso nel 1829 la campana media del campanile di San Giovanni Evangelista in Chiaves di Monastero (TO). La terza campana, nota Si bemolle, venne fusa nel 1984 in occasione dell’Anno Santo in memoria di Chiurino Antonio. La quarta campana, nota Do, venne fusa nel 1990 in occasione dei 250 anni della parrocchiale di Ceres, la quinta, nota Re, fusa nel 1996 in memoria di Antonio e Malvana Massaglia, la sesta nota Mi bemolle, reca impressa la frase “A chi ci ha preceduto apri la porta, a noi indica la via – nel terzo millennio della redenzione”, la piccola, nota Fa, venne donata dall’amministrazione comunale e dalla popolazione di Ceres nel 1997 in onore di San Rocco, compatrono della cittadina.

Nella torre romanica è custodito il campanone fuso nel 1929 dalla fonderia Roberto Mazzola di Valduggia (VC) su cui sono riportati i nomi dei caduti della prima guerra mondiale. È ancora dotata di corda e suona in occasione del decesso di un ex combattente oppure nel giorno della patronale dell’Assunta.

I sopralluoghi sono stati effettuati da Marco Di Gennaro, Andrea Alesso e Luca Liturco in accordo con il sindaco di Cantoira Franca Vivenza, con il sindaco di Ceres Davide Eboli e con il parroco don Claudio Pavesio. Nei prossimi mesi saranno poi catalogati i campanili delle parrocchiali di Chialamberto, Groscavallo.

Al termine dei sopralluoghi sono state proposte alcune suonate dalla cella campanaria per la registrazione audio video dei suoni dei bronzi. È possibile trovare la documentazione sulle pagine yt del gruppo:

Oppure sui siti web e sulla pagina fb:

FB: https://www.facebook.com/campanetorino/
WEB: https://campanetor.wordpress.com