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Natura, eventi, territorio

I Remmert dalla Prussia a Ciriè alle Valli di Lanzo. Una storia di industria e progresso nel nuovo libro della Società Storica

DiElena.Caligiuri

Apr 6, 2024

CIRIE’ – La Società Storica delle Valli di Lanzo, estende il suo campo d’azione – come è già avvenuto in altre precedenti occasioni – e scende la piana della Stura fino a Ciriè e San Maurizio Canavese, coinvolgendo un’intera area territoriale, con I Remmert dalla Prussia a Ciriè alle Valli di Lanzo. Una storia di industria e progresso, 154° titolo della Collana editoriale.
Il libro, frutto di un complesso lavoro di ricerca e di restituzione di notizie, viene presentato venerdì 12 aprile a Ciriè, Palazzo D’Oria nella Sala Consiliare, da Alberto Riccadonna, giornalista torinese, direttore del mensile “Torino Storia”, con i curatori Angelica e Cristina Natta-Soleri e Aldo Audisio; e gli autori Giovanni Crosetto e Giancarlo Destefanis; con la partecipazione di Michele Vietti, presidente della Società Storica; di Loredana Devietti, sindaco di Ciriè, e i sostenitori del progetto, di fronte a molti discendenti della famiglia, riuniti straordinariamente nello storico Palazzo che nel 1909 Guglielmo ed Emilio Remmert donarono alla città per farne sede dell’Amministrazione comunale.

(Nella foto in alto, Villa Remmert (dépendance) a Ciriè. La grande famiglia Remmert. 1902)

Remmert, Valle & C. ia a San Maurizio Canavese, il direttore Giuseppe Gallea, 1938 post.
Cotonificio Valli di Lanzo, a Lanzo Torinese, uscita degli operai terminato il turno di lavoro, 1915 ca.

Sono i nastri decorati, realizzati con le macchine Jacquard, alla base delle fortune di una delle grandi famiglie industriali piemontesi, i Remmert, tra l’ultimo quarto dell’Ottocento e i primi decenni del secolo scorso. Oggi sembra incredibile eppure il nastro, raro e costoso, che era allora prezioso elemento di decoro di abiti e tessili per la casa, veniva finalmente prodotto in Italia; ma presto l’attività si amplia a tutte le lavorazioni del settore, principalmente il cotone, estendendosi poi alla lana.
«La storia di una famiglia – scrive Michele Vietti nella presentazione – diventa in questo libro la storia di un territorio e del suo tessuto industriale. Ma non solo: anche delle sue condizioni economiche, sociali,
politiche, urbanistico-architettoniche e artistiche». È una vicenda complessa che ora è possibile rileggere nella sequenza degli avvenimenti che si succedono nelle pagine dell’opera.
La vicenda inizia lontano: Torino 1865, un evento traumatico scuote la cittadinanza a tutti i livelli sociali, la capitale del neonato Regno d’Italia viene spostata a Firenze. La città perde il suo plurisecolare legame con la corte e la dinastia sabauda. Un sindaco lungimirante, Emanuele Luserna di Rorà, intuisce che il nuovo destino di Torino può essere l’industria e lancia un “Appello” pubblicato sui principali quotidiani d’Europa per chiamare imprenditori stranieri a investire sul territorio.
Seguono anni in cui molte famiglie, soprattutto svizzere e tedesche, si trasferiscono in Piemonte attratte da favorevoli condizioni ambientali ed economiche. Anton Remmert, imprenditore tessile di origine prussiana, lascia Barmen – centro della valle del Wupper, nota come la Manchester continentale – per trasferirsi a Torino nel 1869 e nel 1874 – esattamente centocinquant’anni fa – a Ciriè, dove con i figli fonda opifici tessili in città e nell’area delle Valli di Lanzo. Il principale sarà il grande stabilimento vicino al centro storico, nell’area della “Biancheria”.
Dall’unione del capostipite Antonio con Geltrude Giulia nascono in totale dieci figli, sette maschi e tre femmine; quattro muoiono prematuramente o in tenera età. Le vicende raccontate nel libro sono la storia di Enrico, Augusto, Guglielmo, Emilio, Lidia, Anna che, nella “nuova patria” intessono rapporti familiari e di lavoro e diventano una “grande famiglia”. È una storia di industria e progresso, come recita il sottotitolo, nata riordinando un archivio privato ricco di documenti, preziose genealogie e materiale iconografico inedito. Poi integrato con la consultazione di fondi pubblici e con la ricerca in collezioni private.
La famiglia Remmert – che in pochi anni si consolida come vero gruppo industriale, grazie ai collegamenti famigliari – è parte integrante di quella che viene definita la “business community” torinese di fine Ottocento, una nuova borghesia imprenditoriale che non si limita ad avere un ruolo importante nell’ambito produttivo, ma anche nella realizzazione di infrastrutture e servizi. Nel 1906 sono tra le famiglie di maggior rilievo della Confederazione Generale Piemontese di industriali che confluirà nella Lega Industriale (la futura Confindustria). Negli stessi anni Emilio Remmert partecipa alla creazione di un piano strategico per la città di Torino. Emilio e Guglielmo Remmert, i due figli che continuano l’attività paterna, sono costantemente presenti nel mondo produttivo, economico e finanziario del tempo. Viaggiano molto, per l’Italia, l’Europa, il Nord Africa e il vicino Oriente per promuovere i loro affari, aprono nuovi mercati anche in Sud America.

Emilio Remmert con le figlie Adele, Lidia e Mercedes. 1911 ca.

Sono sempre presenti nella vita pubblica di Torino dove tutti i membri mantengono un domicilio. Partecipano attivamente alla vita sociale e sono soci dei principali sodalizi come il Club Alpino Italiano, il Touring Club Italiano e l’Automobile Club d’Italia. Le Valli di Lanzo, meta preferita del turismo dell’aristocrazia e borghesia torinese, sono il punto di riferimento costante per periodi di svago, riposo e
villeggiatura, ma anche di lavoro con le fabbriche del Cotonificio Valli di Lanzo.
I figli crescono con un’educazione moderna e cosmopolita, inusuale per quei tempi. Emilio ne ha quattro, l’unico maschio muore in tenera età, le tre femmine, eredi dell’attività industriale alla morte del padre, saranno educate all’insegna della più completa indipendenza. Villa Remmert a Ciriè e la palazzina di corso Vittorio Emanuele a Torino, sempre aperte ai ricevimenti, sono per decenni punti di incontro della migliore società del tempo; con la loro costante presenza partecipano attivamente alla crescita e alla trasformazione del territorio. Il volume è dedicato «alle sorelle Adele, Lidia, e Mercedes Remmert, che per i capelli biondi e le origini germaniche erano note come “L’Oro del Reno”» questa è la versione ufficiale data in famiglia sulle figlie di Emilio, altri sostengono che il soprannome fosse piuttosto da
attribuirsi alle indubbie fortune economiche.
Il libro, curato da Angelica e Cristina Natta-Soleri e Aldo Audisio, costituito da 256 pagine è arricchito da un cospicuo corredo iconografico in bianco e nero e colori – complessivamente oltre 220 foto, documenti e testimonianze – e si articola in sette capitoli con allegato un indispensabile albero genealogico per orientare il lettore nei complessi rapporti famigliari, che si rispecchiano nell’attività produttiva, di un clan industriale che ha proceduto compatto per quattro generazioni nella vita privata come nella vita lavorativa. In apertura viene illustrato il contesto storico e geografico da cui parte e nel quale arriva Anton Remmert, segue un affresco della “grande famiglia” in cui sono presentati i numerosi personaggi che popolano le vicende. Un capitolo specifico è dedicato a Ciriè, la “patria adottiva”, il sito privilegiato dell’attività produttiva, un altro a San Maurizio Canavese, una storia parallela, con protagonisti Andrea Remmert figlio del primogenito Enrico e Domenico Valle, amico, parente, nonché socio della Remmert di Ciriè. Uno spazio è inoltre riservato alle numerose attività nelle Valli di Lanzo: Pessinetto,
Lanzo, Balangero, Mathi, Cafasse.

Il volume chiude con un’analisi delle presenze societarie e le attività extra settoriali che evidenzia la sensibilità verso le novità proprie di quegli anni. Guglielmo Remmert è il fondatore dell’Itala Film, i fratelli Remmert sono tra i creatori della fabbrica di lampadine sistema Cruto, Emilio della Fabbrica Automobili Standard, solo per citare le principali: da Torino a Cuorgnè, Ceva, Pianezza, Alpignano, sempre con Ciriè al centro della rete industriale e dei destini familiari.
I REMMERT DALLA PRUSSIA A CIRIÈ ALLE VALLI DI LANZO. UNA STORIA DI INDUSTRIA E PROGRESSO è pubblicato dalla Società Storica delle Valli di Lanzo grazie al contributo/sostegno di Asja Spa, Fondazione Compagnia di San Paolo, Città di Cirié, Remmert Spa, Unione Comuni Ciriacese e Basso Canavese, Unione Montana Comuni Valli di Lanzo Ceronda e Casternone, Consorzio Comuni e Utenti Industriali Riva Sinistra Stura, Comune di San Maurizio Canavese, Comune di Lanzo Torinese, Comune di Pessinetto.

Fabbrica Biancheria a Ciriè, inaugurazione del busto di Antonio Remmert. 1907.
Fabbrica Biancheria a Ciriè, inaugurazione del busto di Antonio Remmert. 1907.