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Dopo la riapertura della galleria del Monte Basso un nuovo cantiere sulla SP1 rallenta la viabilità in Valle: i sindaci scrivono alla Città Metropolitana

DiElena.Caligiuri

Lug 12, 2026

VALLI – La riapertura della galleria del Monte Basso, avvenuta sabato scorso, avrebbe dovuto segnare il ritorno alla normalità per le Valli di Lanzo dopo mesi di difficoltà e disagi, ma un nuovo cantiere ha messo a rischio nuovamente la già fragile viabilità delle Valli, tanto da registrare code di 50 minuti. Da qui la decisione da parte dei sindaci delle Valli di inviare un comunicato congiunto alla Città <metropolitana.

≪La riapertura della galleria del Monte Basso – scrivono – rappresenta un’infrastruttura fondamentale per il nostro territorio e di un risultato atteso da cittadini, imprese, attività economiche e operatori turistici.

Proprio per questo, desta profonda perplessità il fatto che, a distanza di appena quarantotto ore dalla riapertura della galleria, sia entrato in vigore un nuovo cantiere sulla SP1 nel centro abitato di Traves, con limitazioni alla circolazione e possibili sensi unici alternati nel pieno della stagione estiva.

I disagi si sono purtroppo manifestati fin dai primi giorni. Nella serata di venerdì, in coincidenza con il rientro dal lavoro e con l’arrivo nelle Valli di numerose persone per il fine settimana, si sono registrate code fino a 50 minuti di attesa. Situazioni analoghe si sono verificate anche nella mattinata di sabato per chi era diretto verso l’alta valle e, ancora oggi, domenica, si sono nuovamente formate code e rallentamenti in occasione del rientro. Non si tratta quindi di timori teorici, ma di criticità già evidenti dopo pochi giorni di cantiere e destinate a ripetersi per settimane nel periodo di maggiore affluenza verso le Valli di Lanzo.

Nessuno mette in discussione la necessità dell’intervento né la priorità assoluta della sicurezza. Se i lavori devono essere eseguiti, è giusto che vengano realizzati con tutte le precauzioni necessarie per i lavoratori e per la popolazione. Anche le immagini del cantiere, con la segnalazione della possibile presenza di amianto, richiedono la massima attenzione, la massima trasparenza e l’adozione di ogni misura di tutela prevista.

Ciò che contestiamo non è l’opera in sé, ma il modo e il momento in cui si è arrivati a questa decisione. È legittimo domandarsi se un intervento programmato e finanziato nell’ambito del PNRR non potesse essere pianificato diversamente, evitando di concentrare un cantiere così impattante proprio nel periodo di maggiore affluenza turistica e nel momento più importante dell’anno per l’economia delle nostre vallate.

Ogni rallentamento lungo la SP1, unica arteria di collegamento dell’alta valle, rischia di provocare lunghe code, disagi ai residenti, danni alle attività economiche e difficoltà per le migliaia di persone che scelgono le nostre montagne. A questo si aggiunge un tema che non può essere sottovalutato: la garanzia dei tempi di intervento dei mezzi di soccorso. La presenza di un semaforo o di un senso unico alternato deve necessariamente essere accompagnata da un’organizzazione capace di assicurare il rapido transito di ambulanze, vigili del fuoco e forze dell’ordine in ogni momento della giornata.

Chiediamo pertanto alla Città Metropolitana di Torino di valutare ogni possibile soluzione per ridurre i disagi: accelerare al massimo i lavori, verificare se sia possibile concludere in questa fase soltanto gli interventi strettamente indispensabili per la sicurezza e rinviare le opere non urgenti al periodo successivo all’estate, dopo Ferragosto. Riteniamo inoltre indispensabile la presenza di movieri nei momenti di maggiore criticità e negli orari di maggior traffico, e non soltanto nei fine settimana, affinché la gestione della circolazione sia realmente adeguata ai flussi di salita e discesa lungo la valle.

Esprimiamo infine un sincero ringraziamento ai Carabinieri e alle forze dell’ordine per l’impegno dimostrato nella gestione delle criticità e nel supporto alla sicurezza della circolazione.

La riapertura della galleria del Monte Basso avrebbe dovuto rappresentare il ritorno alla normalità per le Valli di Lanzo. Il rischio, invece, è che venga percepita come una vittoria soltanto parziale, perché a distanza di appena due giorni il territorio si trova nuovamente ad affrontare un altro cantiere e nuove limitazioni alla mobilità.

Le nostre comunità chiedono infrastrutture sicure, ma anche una programmazione più attenta, coordinata e rispettosa delle esigenze dei cittadini, delle attività economiche e del turismo, risorsa fondamentale per il presente e il futuro delle Valli di Lanzo≫.