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Natura, eventi, territorio

Il prossimo anno il Parco nazionale Gran Paradiso compie 100 anni. «Oltre alle celebrazioni sarà occasione di nuovi impegni per il futuro di uomo e natura»

DiElena.Caligiuri

Ott 28, 2021

VALLI – Il prossimo anno il Parco nazionale Gran Paradiso compie 100 anni. Un secolo di vita per il primo parco nazionale istituito in Italia. Molte iniziative celebrative verranno programmate e il Club Alpino Italiano sarà presente. Il Gran Paradiso (4061 m) è un Quattromila famoso e frequentato sia in estate che in inverno. Come tutte le montagne, una “gran bella montagna”.

Lo stambecco

Nel 1922 Vittorio Emanuele III di Savoia donava allo Stato Italiano il territorio della riserva reale di caccia, con il vincolo di istituirvi un’oasi di tutela delle specie presenti, a partire dallo stambecco alpino.

«Lo stambecco (Capra ibex) era estinto negli altri settori delle Alpi. Pochi esemplari sopravvivevano in un limitato settore del massiccio del Gran Paradiso. Oggi – spiegano dal Cai e dalla Commissione Interregionale Tutela, Ambiente, Natura- grazie a cento anni di tutela del parco nazionale e ad attenti interventi di reintroduzione, la specie è tornata vitale e diffusa sull’intero arco alpino. Un paradosso buono: una specie che è sopravvissuta grazie alla caccia esclusiva della nobiltà del tempo. Anche per questo lo stambecco è una specie iconica, simbolo delle Alpi e di capacità di adattamento al severo ambiente dell’alta quota.

Parco del Gran Paradiso e Parco nazionale d’Abruzzo


Un secolo di vita per il primo parco nazionale italiano e uno dei primi in Europa. Il centenario sarà un evento nazionale che coinvolgerà oltre al Gran Paradiso anche il Parco nazionale d’Abruzzo (Lazio e Molise), istituito nel 1923.

Un parco e due regioni

Il Parco nazionale Gran Paradiso tutela un territorio complesso distribuito su due regioni, Piemonte e Valle d’Aosta, quest’ultima regione autonoma. Non ha avuto vita facile, ma ha assolto sempre con dignità il compito affidatogli dalla legge: la tutela della natura e l’equilibrio tra gli uomini e le altre specie viventi.
In questo secolo sono cambiate molte cose. Il tempo umano si è fatto più veloce. La tecnica ha progredito come mai prima, cambiando il modo di vivere di gran parte del genere umano, ma soprattutto cambiando e mettendo a rischio la vita degli altri esseri viventi del Pianeta.

Sviluppo sostenibile

Nel 1922 non si parlava di biodiversità, il concetto di “sviluppo sostenibile” era sconosciuto. Solo a partire dagli anni ’60 si è iniziato a parlare di limiti allo sviluppo. Questo cammino ha portato ad oggi: la transizione ecologica è un obbligo. Lo sviluppo o è sostenibile per davvero, oppure non c’è futuro neppure per la specie Homo sapiens.

Nuovi impegni per il futuro degli uomini e della natura

I cento anni del Parco nazionale Gran Paradiso offrono l’occasione per maturare nella società italiana una più radicata coscienza ecologica. I parchi naturali sono nati per porre dei limiti, ma allo stesso tempo costituiscono un laboratorio dove sperimentare nuovi modelli di convivenza tra l’uomo e gli ambienti naturali.
Per questo tutti gli amanti e i frequentatori delle Alpi e delle “terre alte”, in primo luogo i soci del Club Alpino Italiano (nato a Torino dove ha sede istituzionale il Parco nazionale Gran Paradiso), sono chiamati alla consapevolezza di un centenario che, oltre che celebrativo, sarà occasione di nuovi impegni per il futuro degli uomini e della natura di cui tutti facciamo parte».